"Pionta sconvolto dal taglio degli alberi". L'attacco del Centro Basaglia e le immagini prima e dopo

"La Sovrintendenza, trattandosi di un bene paesaggistico, è stata interpellata, ha dato il suo benestare e la Forestale?"

Qualche malumore c'era stato subito, alla conferenza stampa del vicesindaco, un gruppo di cittadini aveva notato il taglio drastico degli alberi, potature e manutenzione del verde che ha lasciato il segno. Le polemiche non si sono spente riguardo al parco del Pionta. 

A prendere una posizione netta è il Centro Basaglia.

"Se abbiamo accolto con piacere l’intervista dell’assessore Gamurrini che annunciava il completamento degli impianti di illuminazione e videosorveglianza nell’area del Pionta, vedere cosa sta accadendo in questi giorni del Parco non può che destare la nostra preoccupazione e suscitare nuovi interrogativi.

Interrogativi che partono dai lavori in corso:

"E’ in corso un lavoro a tappeto di potatura e disboscamento: se la potatura degli ulivi può essere giustificata, non altrettanto si può dire dell’abbattimento di piante di alto fusto che, non essendo state abbattute nel corso del precedente intervento di “bonifica” di alberi malati o pericolosi, dobbiamo ritenere fossero sane. Si tratta di piante spesso a dimora nell’area dai tempi della fondazione del manicomio e del relativo parco che furono il frutto di un’unica progettazione che rispondeva alla filosofia complessiva dell’opera con funzione non solo estetica."

La spiegazione del Centro Basaglia:

"L’attuale intervento ha completamente sconvolto, specie nel tratto tra l'attuale Palazzina dell’Orologio, ex direzione del manicomio, e il Duomo Vecchio, il disegno del parco: sono stati abbattuti, immaginiamo per non creare zone d’ombra con la nuova illuminazione, tutti gli alberi anche non di alto fusto, tra la direzione e l’ex garage che contornavano  il viale di accesso al Duomo, alberi che già comparivano nelle foto del manicomio dei primi decenni del Novecento e sono stati tagliati anche degli ulivi verso l’ex Colonia Agricola; sono state estirpate le siepi nelle aiuole ai lati del percorso; nell’area più interna del cosiddetto “parterre”  sono stati estirpati alberi di alto fusto, che ne hanno stravolto la fisionomia, dovendo essere quello un luogo ben delineato all’interno del parco essendo destinato ad ospitare spettacoli e quindi necessitante di un certo isolamento; sono stati abbattuti molti alberi di alto fusto (tutti pericolanti?). Anche la zona di passaggio tra il Duomo Vecchi e il nuovo ospedale è stata completamente “bonificata” (leggi, rasa al suolo la vegetazione) dimenticando che quell’area faceva parte della Colonia Agricola e quindi si configurava come area rurale anche con vegetazione spontanea. Le stradine interne all’area, sconvolte dal passaggio dei mezzi pesanti degli addetti alle potature e abbattimenti, sono state cosparse di ghiaia che rende difficoltoso il cammino ai pedoni e alle biciclette, è una soluzione definitiva?."

Quello dell'associazione aretina è uno sfogo di chi il parco lo conosce da anni, da decenni.

Potremmo continuare nell’elenco degli interventi di cui non riusciamo a comprendere la logica che non sia quella, altre volte annunciata, di contrastare l’utilizzo dell’area per attività criminose, spaccio di droga e simili, eliminando qualsiasi possibile nascondiglio dovuto alle piante: è ovvio che se questa fosse la motivazione sarebbe risibile essendo ben altri gli interventi con cui si contrastano spaccio e degrado. Se è così, da oggi non ci saranno zone d’ombra a nascondere i delinquenti ma non ci sarà nemmeno ombra per i cittadini che vorranno passeggiare per il parco che avrebbe  dovuto essere restituito loro, secondo le promesse ripetutamente formulate, come area di svago e usufruibile.

Le domande che ci poniamo sono quindi: chi ha deciso l’attuale intervento? Ce  lo domandiamo perché la segnaletica reperita in loco parla solo di riqualificazione delle periferie e di impianti di illuminazione e videosorveglianza; chi ha progettato l’intervento sul parco (l’Ufficio manutenzione Verde Pubblico e Foreste del Comune di Arezzo?) lo ha progettato anche sulla base di uno studio filologico dell’originario progetto? E’ stato redatto un progetto complessivo di risistemazione dell’area del parco che andasse al di là delle necessità dettate dalla collocazione dei nuovi lampioni? La Sovrintendenza, trattandosi di un bene paesaggistico, è stata interpellata, ha dato il suo benestare e la Forestale? Se è stato prodotto un progetto organico di risistemazione del parco, perchè non è stato pubblicizzato come si è fatto per l’illuminazione e, ancora, come si intende procedere al suo completamento. Sono tutte domande che aspettano risposte dalle autorità che hanno progettato e realizzato l’attuale intervento.

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