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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Anche ad Arezzo la pillola anti covid. Previene gli effetti gravi del virus ma non è alternativa al vaccino

Da oggi in Italia l'antivirale Molnupiravir, nome commerciale Lagevrio, per il trattamento di pazienti maggiorenni, non ricoverati e con fattori di rischio. Sarà disponibile presso la farmacia dell'ospedale San Donato

Arriva in Italia la pillola anti covid. Non è un'alternativa al vaccino ma potrebbe offrire un aiuto importante nella lotta al virus. L'agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato l'antivirale Molnupiravir (nome commerciale «Lagevrio») per il trattamento di pazienti non ricoverati, con malattia lieve-moderata che si è manifestata da pochi giorni e in presenza di condizioni cliniche che rappresentano specifici fattori di rischio per lo sviluppo della malattia grave.

Il farmaco, come riporta Today, viene distribuito alle Regioni dalla struttura commissariale di Francesco Paolo Figliuolo. Per la prescrizione è previsto l'utilizzo di un registro di monitoraggio che sarà presto accessibile online sul sito dell'Aifa.

Messo a punto dal colosso farmaceutico americano Merck Sharp & Dohme in partnership con Ridgeback Biotherapeutics, Molnupiravir è un antivirale orale che agisce interferendo con la capacità del coronavirus Sars-CoV-2 di replicarsi, riducendo il rischio di malattie gravi. Il dettaglio rilevante è che Molnupiravir non colpisce la proteina spike del coronavirus, quella che il sistema immunitario umano è in grado di riconoscere e contro cui produce anticorpi neutralizzanti.

Efficacia e tempi di somministrazione

Per questo, secondo i produttori, l'efficacia sarebbe garantita a prescindere dalle varianti presenti e future, anche se la prevenzione delle ospedalizzazioni si attesta su una percentuale del 30%, inferiore rispetto agli studi preliminari che indicavano una riduzione dei decessi e ricoveri del 50%. 

L’altra difficoltà riguarda i tempi di somministrazione: la pillola di Merck deve essere assunta entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi, ma non è così semplice riconoscere la malattia in modo rapido, visto che tosse, raffreddore e febbre sono comuni ad altre malattie virali. 

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Modalità di utilizzo

L'utilizzo del farmaco, secondo Aifa, è indicato per i pazienti sopra i 18 anni di età con fattori di rischio che fanno presagire un aggravamento. Il trattamento prevede l'assunzione di quattro compresse da duecento milligrammi due volte al giorno, per cinque giorni. La selezione del paziente è affidata ai medici di medicina generale, ai medici delle Usca (unità speciali di continuità assistenziale) e ai medici che "abbiano l'opportunità di entrare in contatto con pazienti affetti da covid di recente insorgenza e con sintomi lievi moderati e di indirizzarli rapidamente alla struttura presso la quale effettuare la prescrizione e la distribuzione del farmaco, che deve avvenire nel rispetto dei criteri fissati dalla Cts". La definizione del percorso attraverso cui vengono identificati i pazienti eleggibili al trattamento è rimessa ai provvedimenti delle regioni e delle province autonome.

Prezzo e farmacie

Come spiegato al Corriere della Sera da Filippo Drago, esperto della Società italiana di farmacologia (Sif), "l’accesso al molnupiravir segue lo stesso flusso degli anticorpi monoclonali. Presumibilmente all’inizio il farmaco sarà presente nelle farmacie ospedaliere, in seguito nelle farmacie autorizzate. Al paziente non dovrebbe costare nulla. Ci potranno essere alcune Regioni che richiederanno accertamenti preliminari come tampone ed eventuale dimostrazione di fragilità". Nei prossimi giorni la pillola sarà disponibile anche presso la farmacia dell'ospedale covid di Arezzo, prescrivibile dagli specialisti dal San Donato.

Il secondo farmaco

A marzo dovrebbe avere inizio anche  la distribuzione del secondo antivirale autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco (EMA), il Paxlovid dell'azienda farmaceutica Pfizer, che agisce e si prende in modo simile alla pillola di Merck ma, secondo gli ultimi test, ha un’efficacia dell’89%.

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