Giovedì, 29 Luglio 2021
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Pieve Santo Stefano, il Comune: "Rammarico per aver escluso gli istituti professionali dagli eventi di orientamento scolastico''

L’Amministrazione comunale di Pieve Santo Stefano esprime profondo rammarico per la decisione unilaterale presa di escludere gli istituti professionali e tecnici di Pieve Santo Stefano e Caprese Michelangelo dagli eventi di orientamento scolastico...

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L'Amministrazione comunale di Pieve Santo Stefano esprime profondo rammarico per la decisione unilaterale presa di escludere gli istituti professionali e tecnici di Pieve Santo Stefano e Caprese Michelangelo dagli eventi di orientamento scolastico che si terranno a Città di Castello nei prossimi giorni.

In sostanza, per i non addetti ai lavori, l'orientamento scolastico consiste nel creare occasioni per far conoscere alle famiglie ed ai ragazzi di terza media le scuole superiori del territorio, in modo che essi possano essere adeguatamente informati e scegliere consapevolmente l' indirizzo scolastico per l'anno successivo. Iscrizioni che poi si dovranno concretizzare da parte delle famiglie nel mese di Gennaio.

Ebbene, quest'anno , in un accordo unilaterale che ha escluso tutti gli altri comuni, Sansepolcro e Città di Castello hanno deciso di aprire questo orientamento ai rispettivi territori, ma con un preciso veto posto da Città di Castello verso gli istituti professionali di Pieve e Caprese : il Professionale Forestale ed il Tecnico Agrario di Pieve S. Stefano e l'Istituto Alberghiero di Caprese Michelangelo.

Praticamente si terranno due eventi, uno a Sansepolcro il 24 Novembre ed uno a Città di Castello il 28 successivo. Ma mentre all'evento biturgense potranno partecipare tutte le scuole superiori di Città di Castello unitamente a tutte quelle della Valtiberina Toscana, per la data umbra è invece stata espressamente proibita la partecipazione agli istituti professionali facenti capo a Pieve e Caprese.

Una vera scorrettezza, soprattutto nei confronti delle famiglie e dei ragazzi che hanno il diritto di scegliere potendo conoscere tutta l'offerta del territorio e non solo una parte, un veto che secondo noi non andava accettato.

Queste occasioni di confronto perse sarebbero state utili ad esempio per far sapere alle famiglie che i dati del portale www.eduscopio.it certificano come i professionali di Pieve e Caprese abbiano punteggi di qualità notevolmente superiori ai pari istituti professionali della Provincia di Arezzo e Perugia in termini di assorbimento da parte del mondo del lavoro. In sostanza i diplomati del Camaiti di Pieve / Caprese trovano prima e meglio lavoro rispetto agli altri istituti.

A noi pare quindi che questa scelta dell'Amministrazione Biturgense di accettare il veto tifernate sia stata poco lungimirante e rispettosa delle scuole del territorio della Valtiberina Toscana, oltre che nei confronti degli studenti.

Riteniamo quindi che per il futuro sia indispensabile un maggior coinvolgimento della conferenza scolastica della Valtiberina Toscana , (peraltro l'unico organo preposto a discutere di tematiche scolastiche), per non giungere a decisioni affrettate come questa, sicuramente fatta in buona fede, ma che appare lesiva della dignità di chi lavora con dedizione in questi nostri Istituti Superiori messi all'angolo.

Se poi , fra i tanti problemi irrisolti sul tappeto, aggiungiamo che permane da anni una notevole disparità di costo dei trasporti scolastici fra le tratte interne alla Valtiberina Toscana ( Sansepolcro/Pieve , Sansepolcro / Caprese) rispetto alla tratta Città di Castello /Sansepolcro - una differenza di ben 123 euro annui a favore di chi dalla Toscana va in Umbria, ovvero oltre 600 euro in un quinquennio di studi - senza che la Conferenza sia riuscita ad avere spiegazioni nonostante anni di solleciti, a maggior ragione riteniamo che tale assemblea ,( che per legge è a guida del Comune più grosso della Vallata), debba essere molto più incisiva che in passato nella difesa dei diritti delle proprie scuole di competenza fra cui l'Istituto Omnicomprensivo Camaiti.

Una Istituzione che, lo ricordiamo, dà lavoro a 300 persone provenienti da tuttI i comuni della zona, con numeri di iscritti e di convittori di tutto rispetto. Una vera risorsa per tutto il Territorio che va tutelata di più.
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