Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Pier Luigi Rossi: "Tutta la storia di Arezzo è attraversata dalla Minerva e dalla Chimera"

Nel nome di Minerva: le mani che lavorano. Che trasformano l’oro in gioiello, il rame in bronzo, l’argilla in ceramica, la terra in cibo…con la creatività dell’ingegno. Minerva è la dea dell’ingegno, della creatività, della ragione. Ed è una...

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Nel nome di Minerva: le mani che lavorano. Che trasformano l'oro in gioiello, il rame in bronzo, l'argilla in ceramica, la terra in cibo?con la creatività dell'ingegno.

Minerva è la dea dell'ingegno, della creatività, della ragione.

Ed è una divinità etrusca. Il suo nome deriva dall'etrusco Menrva.

Apparteneva alla triade celeste della spiritualità etrusca: Tinia (Giove), Uni (Giunone), Menrva (Minerva).

La Minerva di Arezzo, divinità etrusca, ottenuta con il rame dei monti Rognosi della Valtiberina è tornata ad Arezzo, la sua culla di nascita.

Torna come simbolo dell'ingegno aretino nei secoli.

Torna nel Palazzo della Fraternita dei Laici perché nel 1780 Angelo Ricci dipinse la Dea della Ragione e dell'Ingegno.

La civiltà etrusca di Arezzo generò il culto di Minerva.

La città fu fondata con il rito del solco sulla terra, solco dell'aratro dedicato a Minerva, trainato da due potenti buoi di razza chianina.

Le mani guidate dall'ingegno hanno illuminato gran parte della storia del popolo di Arezzo.

Ripartire dai simboli per ritrovare identità e futuro per Arezzo.

Il ritorno della Minerva non vuole essere solo espressione dell'arte etrusca aretina, ma soprattutto vuole essere un simbolo dell'ingegno aretino che ha attraversato 2500 anni. Arezzo è ancora oggi dove era 25 secoli fa.

Tutta la storia di Arezzo è attraversata dalla Minerva e dalla Chimera.

La Minerva è simbolo della vita. La Chimera è simbolo della morte.

Minerva dona il cavallo alato Pegaso a Bellerofonte che uccide la Chimera, simbolo della morte. Il mito della vita che vince sempre sulla morte.

Questo mito è nato in terra di Arezzo.

Quando la Minerva e la Chimera furono fuse nel bronzo, Firenze non esisteva.

Recuperando i simboli della civiltà etrusca di Arezzo possiamo avere identità ed orgoglio di chiedere il loro ritorno ad Arezzo, nella terra dalla loro nascita. Pier Luigi Rossi

Primo Rettore

Magistrato della Fraternita dei Laici

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