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Perugia "a scuola" di Città del Natale: il sindaco Romizi da Ghinelli per parlare delle fondazioni turismo e cultura

Martedì scorso l'incontro a Palazzo Cavallo. Comanducci: "Possibili sinergie future con Perugia". Anche Vicenza e Alessandria a lezione di "fondazione" da Arezzo

Perugia "a scuola" da Arezzo. Messo da parte campanilismo e relegata in un angolo la fede calcistica, le due amministrazioni comunali si sono incontrate a Palazzo Cavallo per parlare del percorso che ha portato verso il grande successo della "Città del Natale" e alla creazione delle due fondazioni dedicate a turismo e cultura, Arezzo Intour e Guido d'Arezzo.

Che sia la magia del Natale aretino ad aver fatto breccia nei perugini sembra ormai fuori di dubbio. E' stato uno degli argomenti sui quali martedì il sindaco di Perugia Andrea Romizi e l'assessore al commercio Clara Pastorelli, ospiti del primo cittadino Alessandro Ghinelli, all'assessore al turismo Marcello Comanducci - nella sua doppia veste di presidente della fondazione Intour, e Roberto Barbetti in qualità di presidente della Fondazione Guido d'Arezzo, avrebbero chiesto lumi.  Così come si sarebbero dimostrati particolarmente interessati alla struttura e all'attività delle due fondazioni.

I dettagli sui contenuti dell'incontro restano riservati. E' però emersa soddisfazione da parte del primo cittadino:

"L’incontro di martedì - spiega Ghinelli - è la dimostrazione che Arezzo ormai su queste materie detta la linea a livello nazionale. Siamo un modello per tutti quei comuni, addirittura capoluogo di regione come Perugia, per un nuovo modo di intendere le politiche culturali e del turismo”.

E soddisfazione per l'incontro è stata espressa anche dal presidente di Intour, Marcello Comanducci.

"Quello di martedì - spiega Comanducci - è stato un incontro molto positivo. Abbiamo raccontato il modello della fondazione perché anche Perugia sta pensando gestire il turismo attraverso una dmo. Loro hanno esigenze un po’ diverse dalle nostre, ma la strada sembra essere quella. E abbiamo parlato anche di possibili sinergie future. Arezzo, come sta già facendo con i comuni della provincia, deve pensare sempre di più ad offrire al turista proposte ampie che guardino oltre al territorio locale"

Che il "modello Arezzo" abbia ottenuto successo è ormai assodato. Basti pensare che la visita del primo cittadino di Perugia non è stata l'unica. Lo scorso ottobre, ad esempio, Comanducci e il direttore Rodolfo Ademollo hanno ricevuto (oggi, 4 ottobre) una delegazione di amministratori delle comunità montane delle "Terre di Asolo e del Monte Grappa" competenti sulla materia turistica. Il gruppo, composto da circa 15 persone competenti in materia turistica (vicesindaci, assessori, manager e funzionari), ha partecipato ad un incontro in cui Comanducci ha illustrato il percorso che Arezzo ha intrapreso dando vita alla Fondazione, "mostrando come una città sostanzialmente lontana dai grandi flussi turistici - spiegò all'epoca l'amministrazione comunale -, si sia organizzata per crescere attraverso un ente dedicato che fa della sinergia pubblico-privato la sua forza".

Ma il calendario appare ancora fitto di impegni:

Venerdì prossimo sarò nel vicentino, dove stanno creando un dmo e ci hanno preso a modello. Il lunedì successivo il direttore sarà ad Alessandria. È molto bello poter contribuire ad aiutare altri territori, specie per Arezzo che sul settore turistico era poco considerata.

Una piccola rivincita per Comanducci: da assessore di una città non votata al turismo, a relatore al Buy turism online (evento di riferimento in Italia sulle connessioni tra turismo, innovazione e tecnologia) per raccontare quello che a livello nazionale sta diventando il “modello Arezzo”.

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