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Perché Arezzo e la Toscana sono nella zona arancione. L’istituto Superiore di sanità: “Epidemia non gestibile con misure locali”

Nel documento prodotto dall'Iss vengono schematizzati tutti gli indicatori, raggruppati poi in un quadro sintetico, che hanno portato all'individuazione delle maggiori criticità inerenti la diffusione del Covid

L'epidemia in Italia "è in rapido peggioramento". A dirlo, anzi a ribadirlo, sono i tecnici, gli epidemiologi, che pongono una volta in più l'accento sullo stato di salute della Penisola in seguito all'incremento dei contagi da Sars Cov2. Affermazioni pesanti quanto dure che traggono ragione dall'analisi dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) contenuta nel report 25, quello che ha definito il passaggio della Toscana alle regioni arancioni. Nella conferenza stampa di ieri, ministero della salute e Iss hanno illustrato il report (con i dati dal 26 ottobre al 1° novembre aggiornato al 9 novembre) che ha portato Toscana, Umbria, Abruzzo, Liguria e Basilicata in zona arancione. Così come si evince dal documento, per quello che riguarda la Toscana lo scenario ipotizzato è identificato con il numero 3 ovvero, rischio alto. L'Rt (l’algoritmo che indica la velocità del contagio) è 1,4, l'occupazione dei posti letto di terapia intensiva è al 29% e quella delle medicine al 26%. L'incidenza in 14 giorni è di 452 casi per 100mila abitanti. I casi per i quali non è stata ricostruita la catena di contagio sono 11.732, i nuovi focolai 234. La trasmissione “non è gestibile in modo efficace con misure locali”. Questi in estremissima sintesi alcuni dei passaggi contenuti nel documento del ministero che riportiamo QUI in allegato. 

Nel rapporto prodotto dall'Iss vengono mostrati tutti gli indicatori, raggruppati poi in un quadro sintetico, che hanno portato all'individuazione delle maggiori criticità inerenti alla diffusione del Covid in ciascun territorio regionale. L'analisi di questi dati, così aggregati, richiede particolare attenzione. Tre i paragrafi, relativi ad altrettante dimensioni del monitoraggio, che riguardano: 1 completezza dei dati (indicatori di processo dei monitoraggi); 2 la classificazione della trasmissione ed impatto; 3 resilienza dei servizi sanitari preposti nel caso di una recrudescenza dell'epidemia da Covid-19 (indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti). Una fotografia scattata sulla base di quanto fornito dai sistemi di sorveglianza territoriali che, come facile intuire, hanno il compito di raccogliere e aggregare i numeri di ogni territorio di propria competenza. Altrettanto facile da comprendere è come i dati ritenuti più critici vengano segnalati con il colore rosso nel documento dell'Iss. Appartengono a questa categoria le considerazioni circa: la probabilità di una escalation a rischio alto nei prossimi 30 giorni (“più del 50%” in ogni singola regione compresa la Toscana - tabella 2), la percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il re-testing degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese (22.3% in Toscana tabella 3 punto 2.1) e il numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati (39,9% in Toscana tabella 3 punto 2.6).

Di seguito riportiamo solo le parti dove viene analizzata la situazione riguardante la Toscana ma, per una completa visione del repor, invitiamo a scaricare il documento completo.

Scarica qui - Monitoraggio completo Istituto superiore di sanità

Schermata 2020-11-10 alle 16.11.39-2

Tabella 2 (indicatori di risultato relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari, dati al 3 novembre 2020 relativi alla settimana 26/10-1/11)

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Tabella 3 - Indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti
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Il quadro sintetico della Toscana

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Da oggi dunque, come disposto dal ministero della salute, la Toscana è zona arancione e questo significa che sarà possibile spostarsi dal proprio comune di residenza solo per comprovate motivazioni di urgenza legate a studio, lavoro e salute. Per farlo i cittadini avranno bisogo di presentare l'autocertificazione, l'ennesima, dove dovranno rendere note le ragioni dello spostamento. Inoltre viene consigliato, anzi raccomandato, di evitare ogni spostamento anche all'interno del territorio comunale se non strettamente necessario. Bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie potranno fare solo servizio di asporto fino alle 22 e consegna a domicilio senza limiti di orario. Saracinesche aperte per i negozi, didattica a distanza solo per le scuole superiori, centri commerciali chiusi nei festivi e prefestivi (ad eccezione di farmacie, parafarmacie, edificole e tabaccherie situate all'interno di tali strutture). E poi musei, teatri, sale concerto, cinema, palestre, piscine, sale giochi, bingo e slot machine off limits ancora. I mezzi di trasporto pubblici potranno ospitare fino al 50 per cento dei passeggeri ammissibili.

Una stretta importante che, come facile comprendere, porta con sé ricadute sul sistema economico e imprenditoriale. Segnali di forte sofferenza sono arrivati in più di un'occasione dalle stesse categorie che hanno accolto con più di una perplessità (per usare un eufemismo) la scelta di imporre restrizioni a bar e ristoranti. Ma di fatto da oggi le carte in tavola cambiano e ciascun cittadino è chiamato a fare i conti con circostanze che, lo stesso direttore dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Busaferro ha definito "serie" tanto che "non possiamo permetterci distrazioni, non possiamo permetterci di prendere sotto gamba la situazione".

La conferenza stampa dell'Istituto Superiore di Sanità

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Dal Ministero della Salute

"Il report della Cabina di regia numero 25 relativo al periodo 26 ottobre - 1 novembre conferma che l’epidemia in Italia è in rapido peggioramento. Nella maggior parte del territorio nazionale è compatibile con uno scenario di tipo 3 ma sono in aumento il numero di Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4. Si conferma pertanto una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sull’intero territorio nazionale con criticità ormai evidenti in numerose Regioni/PA italiane. La situazione descritta in questa relazione evidenzia forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni/PA. Tutte le Regioni/PA sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane. È essenziale rafforzare le misure di mitigazione in tutte le Regioni/PA".

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