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Pendolari: "Impossibile rinunciare alla galleria San Donato. Altrimenti tempi lunghissimi". L'appello ai vertici della Regione

"L’agenzia della sicurezza ferroviaria ritiene che non solo i Jazz e i Vivalto, ma tutto il resto del materiale rotabile del trasporto regionale non debba più percorrere la galleria del San Donato se non dietro certificazione e assunzione di...

"L’agenzia della sicurezza ferroviaria ritiene che non solo i Jazz e i Vivalto, ma tutto il resto del materiale rotabile del trasporto regionale non debba più percorrere la galleria del San Donato se non dietro certificazione e assunzione di responsabilità da parte delle imprese costruttrici delle carrozze". E' quanto dichiara con preoccupazione i comitato dei Pendolari della Valdichiana. Dopo un'estate rovente per i trasporti, e non solo per le temperature registrate dentro ai convogli, il mese di settembre riserva ai viaggiatori una nuova, amara, sorpresa.

"Quello che sospettavamo purtroppo si è avverato: la porta del treno Jazz volata il 20 luglio nella galleria San Donato mentre incrociava in Frecciarossa è stata l’occasione per bandire i treni pendolari dalla linea direttissima Arezzo-Firenze. Questo significa aumentare il percorso ferroviario Valdichiana-Firenze-Valdichiana di 20 min teorici perché nella pratica diventerebbero tra i 30 e i 40 min. E questo è inaccettabile perché si torna indietro di 20 anni a vantaggio del 5% dei viaggiatori dell’Alta Velocità. Per 12 km di galleria San Donato, i treni AV possono benissimo diminuire la velocità a 160 km/h, come quella dei treni pendolari".

I pendolari della Valdichiana si appellano così al governatore Rossi, all’assessore ai Trasporti Ceccarelli, ai vertici di Trenitalia ed Rfi chiedendo di garantire la sicurezza imponendo la limitazione della velocità a tutte quelle Frecce e Italo che incrociano treni regionali nella galleria di San Donato finché non saranno ottenute tutte le necessarie certificazione o apportate tutte le opportune modifiche alle porte da chi di competenza.

"Non è tollerabile - prosegue la nota scritta dai pendolari - che a pagare le conseguenze dello scarico delle responsabilità siano ancora una volta i pendolari della Valdichiana, città di Arezzo e Valdarno che vedrebbero allungare i tempi di percorrenza dei loro viaggi.

Nell’area fiorentina si spenderanno almeno 1,65 miliardi di euro per accorciare di poco più di 5 minuti la percorrenza delle Frecce e Italo nella tratta Bologna-Firenze-Roma. Non si può accettare che per migliaia di pendolari Toscani invece l’unica soluzione per garantirne la sicurezza sia l’allungamento dei tempi di viaggio".

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