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Un patto per promuovere la lettura: Pieve chiama a raccolta associazioni e istituzioni

Riconosciuta anche per il biennio 2020 - 2021 città che legge, Pieve Santo Stefano ha dato vita ad un tavolo di coordinamento al quale si siederanno diversi soggetti in rappresentanza della filiera del libro

L’intento comune è quello di individuare nella lettura una risorsa strategica su cui investire oltre a sostenerne il valore sociale. Così Pieve Santo Stefano, riconosciuta anche per il biennio 2020 - 2021 città che legge, ha stipulato un patto e dato vita ad un tavolo di coordinamento e monitoraggio al quale si siederanno diversi soggetti in rappresentanza dei vari ambiti della filiera del libro. Delle istituzioni agli attori culturali del territorio, il coordinamento può contare sulla partecipazione dell’istituto omnicomprensivo “Fanfani-Camaiti”, dell’associazione Librifattiamano, biblioteca Pannilunghi-Fontana, centro studi storici e ricerche archeologiche, Archivio diaristico nazionale, Proloco, filarmonica Ermanno Brazzini, coro Altotiberino, associazione micologica Bresadola, centro di documentazione storica della civiltà contadina.

Nel 2019, il 40 per cento della popolazione sopra ai sei anni ha letto almeno un libro per motivi non scolastici. A partire dall’anno 2000, quando la quota di lettori era al 38,6%, l’andamento è stato crescente fino a toccare il massimo nel 2010 con il 46,8% per poi diminuire di nuovo fino a tornare, nel 2016, al livello del 2001 (40,6%). La quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani tra gli 11 e i 17 anni, in calo invece quella nella fascia tra i 25 e i 44 anni (-25,4%).

“La crisi del libro e della lettura impone un impegno forte e deciso da parte di tutto il tessuto sociale - spiegano dall’amministrazione di Pieve - il patto locale nasce proprio per unire gli sforzi, i mezzi e le iniziative per favorire l’aumento degli indici di lettura investendo così sulla crescita culturale dell’individuo e della società, passaggio indispensabile per  favorire l’innovazione e lo sviluppo economico e sociale del nostro paese. Il patto si prefigge come scopo quello di ridare valore all’atto di leggere indicandolo come momento essenziale per la costruzione di una nuova idea di cittadinanza. Fondamentale è riconoscere l’accesso alla lettura come diritto di tutti e renderne la pratica un’abitudine sociale diffusa così da allinearsi ai paesi che, attraverso il leggere, promuovono l’apprendimento permanente dei cittadini”.

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