Passo dei Mandrioli, Vasai: "Mai chiuse le strade della Provincia, nonostante le poche risorse economiche e di personale"

E' bufera sul passo dei Mandrioli.  A sferzare è ancora la tempesta di polemiche che sembra non avere fine. Dopo le testimonianze arrivati nei giorni scorsi, relative alla chiusura per neve nel tratto romagnolo, dopo l'intervento di Mugnaie  e...

passo dei mandrioli- chiuso

E' bufera sul passo dei Mandrioli. A sferzare è ancora la tempesta di polemiche che sembra non avere fine. Dopo le testimonianze arrivati nei giorni scorsi, relative alla chiusura per neve nel tratto romagnolo, dopo l'intervento di Mugnaie e D'Ettore (Forze Italia), sull'argomento interviene il presidente della Provincia Roberto Vasai. L'ente, in una nota, spiega che "non si può ricondurre alla Provincia di Arezzo la chiusura dell’arteria al Passo Appenninico dei Mandrioli della SRT. 71 “Umbro – Casentinese – Romagnola”. Tra l’altro proprio ieri, 13 marzo, la Provincia di Forli-Cesena ha riaperto al transito, il tratto in questione".

“Abbiamo sempre mantenuto aperta e transitabile la strada SRT 71, consentendo agli abitanti della frazione di Badia Prataglia di essere collegata con il fondo valle, con il Passo dei Mandrioli e con il capoluogo di Poppi; oltreché con i servizi essenziali degli ospedali di Bibbiena ed Arezzo – dichiara Roberto Vasai, presidente della Provincia di Arezzo. In un momento difficile in cui ci troviamo, con risicate risorse economiche e scarso personale, non siamo mai venuti meno alla manutenzione e sicurezza delle strade di nostra competenza e di quelle in gestione . Ricordo che abbiamo in custodia 18 passi che scavalcano gli appennini, dagli 800 ai 1.200 m.s.l. e tutti sono sempre stati aperti e percorribili, chiaramente con le dotazioni invernali – conclude Vasai.”

Il servizio viabilità della Provincia di Arezzo, ha competenza su una rete viaria complessiva di 1.240 chilometri: "praticamente - spiega la Provincia - la distanza tra Arezzo e Palermo passando per Perugia, Ancona, Pescara, Foggia, Bari, Taranto, Reggio di Calabria, Messina, Catania, Agrigento e finalmente Palermo, per un tempo di viaggio stimato di oltre 15 ore, senza fermarsi mai. In un territorio orograficamente molto diverso, che va dalla pianura, alla collina, alla montagna e con un complesso di strade di circa il 34% che è posto a quota superiore a 500 metri sul livello del mare, per una lunghezza di oltre 420 chilometri". Su queste strade ci sono numerosi passi appenninici e non, che consentono il collegamento sia con l’Emilia – Romagna che con le Marche, l’Umbria e la città Metropolitana di Firenze attraverso i passi dei Mandrioli, della Calla, della Consuma, della Croce a Mori, dello Spino, del Sambuco, di Via Maggio, di San Cristoforo, della Spugna, della Crocina, della Petrella, della Scheggia, della Rassinata, della Cerventosa, di Portole, di Catenaia, di Val della Meta e di Pratieghi.

"La Provincia di Arezzo - prosegue la nota dell'ente - non ha chiuso alcuno dei predetti passi e valichi; semmai, ma solo per qualche ora quello di via Maggio, perché richiesto dalla chiusura contemporanea della Strada di Grande Comunicazione E 45. La percorribilità di queste strade, è stata garantita, - e lo ha sottolineato il Presidente Vasai, - grazie allo spirito di dedizione al lavoro dell’intero personale dei servizi Viabilità, Protezione Civile e Polizia Provinciale della Provincia di Arezzo, che hanno effettuato turni di lavoro massacranti, con ore ed ore di guida dei mezzi spalaneve e spargisale, fronteggiando nelle settimane passate di neve e ghiaccio, con il minor disagio possibile per l’utenza".

Il Passo dei Mandrioli è un problema di tutti, poiché rappresenta uno dei collegamenti più importanti tra la Toscana e la Romagna, è funzionale alle attività produttive, ma anche e soprattutto ai flussi turistici”.

Così esordisce il sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini che, insieme alla giunta e al gruppo di maggioranza in consiglio intende muoversi velocemente sul fronte dell’annosa problematica inerente il mantenimento e la messa in sicurezza del Passo più importante del Casentino.

Innanzi tutto verrà presentata una mozione da parte della Maggioranza nel prossimo consiglio. Partiranno subito lettere indirizzate non solo alla Regione Toscana, ma anche alla Regione Emilia Romagna dove chiederemo incontri e interventi immediati. Non possiamo permetterci di perdere altre opportunità, non possiamo permetterci di perdere altri pezzi di Casentino. Il Passo dei Mandrioli, in particolare, è funzionale al turismo naturalistico legato al Parco Nazionale. La chiusura del passo per venti giorni è qualcosa di inaccettabile e oggi, ha pure dell’incredibile. Ma al di là delle emergenze, ciò che serve è una cura maggiore e una messa in sicurezza generale che ci consenta, come vallata di poter contare su questa infrastruttura viaria. Pensando al Casentino, al fatto che da subito abbiamo bisogno di rilanciare la nostra economia locale, credo non sia utopistico rilanciare l’idea, lanciata un po’ di anni fa, di pensare ad una viabilità importante verso Firenze, che consenta a professionisti, lavoratori e ditte di mantenere le loro “basi” e radici in Casentino e al contempo, poter raggiungere più facilmente il capoluogo regionale”.

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