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Pasqua 2021: le celebrazioni, gli ingressi e le direttive anti Covid. Fontana: "Usciamo dalla paura"

I vescovi della Toscana, sulla base degli orientamenti che la presidenza della Cei ha diffuso lo scorso 23 febbraio, hanno ritenuto opportuno intervenire al fine di favorirne la concreta attuazione nelle chiese della regione

"Usciamo dalla paura, dobbiamo costruire il nuovo". L'arcivescovo di Arezzo Cortona Sansepolcro, Riccardo Fontana, esorta così i fedeli che si preparano a vivere le celebrazioni pasquali della settimana santa. Come accaduto l'anno passato, il Covid influenzerà il cerimoniale liturgico. Quest'anno a differenza di quello passato sarà possibile per la comunità religiosa prendere parte fisicamente alle liturgie seppure rispettando distanziamento fisico e direttive anti contagio. "Le regole - ha aggiunto l'arcivescovo - saranno rispettate con precisione. Ma sono convinto che sia necessario riprendere contatto con le famiglie e con i ragazzi. Quello che è successo in questi mesi lo sappiamo, dobbiamo dare vita ad una nuova era e tornare ad incontrare la gente".

I vescovi della Toscana, sulla base degli orientamenti che la presidenza della Cei ha diffuso lo scorso 23 febbraio, hanno ritenuto opportuno intervenire al fine di favorirne la concreta attuazione nelle chiese della regione.

Nella giornata del giovedì santo in tutte le celebrazioni verrà omessa la lavanda dei piedi. Al termine del rito l’eucaristia potrà essere portata all’altare della reposizione per l’adorazione, "ma si avrà cura di mettere termine all’adorazione e di chiudere la chiesa per tempo affinché i presenti possano rientrare nelle proprie case prima dell’inizio del coprifuoco". Nelle celebrazioni del venerdì santo nel rito dell’adorazione della santa croce il gesto del bacio della croce è riservato soltanto a chi presiede la celebrazione, mentre gli altri presenti faranno solo una genuflessione o un inchino profondo. La veglia pasquale può essere celebrata in tutte le sue parti. "Per quanto riguarda la nostra diocesi - ha aggiunto l'arcivescovo Fontana - non sono previste le consuete via crucis del venerdì santo. La veglia pasquale per la città di Arezzo, così come per le altre realtà del territorio, inizierà alle 18 e si concluderà in tempo utile a consentire alle persone di recarsi a casa entro le 22. Nel giorno di Pasqua, alle 10,30 officerò la messa all'interno della cattedrale dei Santi Pietro e Donato mentre alle 18 sarò a Sansepolcro. La tradizione vuole che la settimana santa si concluda con la vista a Cortona che, personalmente, farò il martedì di Pasqua".

Stabilito anche il numero massimo di presenze per quanto riguarda la cerimonie religiose all'interno della cattedrale ad Arezzo. "Come avvenuto per la Madonna del Conforto - spiega ancora Fontana - accoglieremo circa 300 persone (in contemporanea all'interno della chiesa). La nostra cattedrale è molto grande ed è in grado di accogliere un buon numero di fedeli. Detto questo, sicuramente ogni momento sarà scandito nel pieno rispetto delle regole anti contagio, avremo il supporto di volontari per controllare gli ingressi ma, sarà una Pasqua dove prevarrà il buon senso".

Così come indicato dalla Cei e fatto proprio dai vescovi toscani, "tra gli atti di religiosità popolare nel nostro territorio si annovera anche la benedizione delle uova pasquali, che potrà essere fatta al termine della veglia pasquale e delle messe del giorno di Pasqua, tenendo ciascuno con sé quanto si chiede che sia benedetto".

"Nel dare queste indicazioni, i vescovi incoraggiano ancora una volta alla preghiera e alla solidarietà verso i malati e le persone più deboli, invitano a fare memoria di tutte le vittime, poco meno di cinquemila in Toscana, di questo anno di pandemia, richiamano alla gratitudine verso tutti coloro che si stanno spendendo per prendersi cura e per alleviare le sofferenze delle persone. Nell’attesa che il Triduo Pasquale ci faccia fare esperienza della croce di Cristo e della Sua resurrezione, certi che “se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui”.

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