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Niente parrucchieri, centri estetici e ristoranti etnici in centro storico. Così il nuovo regolamento per il decoro urbano

Il documento è stato valutato dalla giunta municipale aretina e il 25 febbraio verrà discusso in consiglio comunale

La proposta di modifica al regolamento sul decoro urbano è già stata vagliata dalla giunta e presto il documento sarà sottoposto all'attenzione del consiglio comunale. Tra le novità inserite ci sono quelle riguardanti le future aperture definite "attività non consone al contesto storico ovvero le somministrazioni diverse da quelle del prodotto toscano e le attività di tatuatore e piercing, centri estetici, parrucchieri" oltre all'introduzione di "una disposizione specifica sull'insediamento delle attività di somministrazione ammettendo solo quelle che effettuino la sola somministrazione di alimenti della tradizione toscana, ovvero derivati da prodotti tipici del territorio toscano e/o a filiera corta". Questo ovviamente per quanto riguarda le nuove possibili aperture di locali o esercizi commerciali. Quelle già esistenti dovranno limitarsi a seguire le normative già previste nel regolamento per la tutela del decoro del patrimonio culturale del centro storico di Arezzo attualmente in vigore. Un indirizzo che ha sollevato alcune perplessità come quelle esternate dalla consigliera comunale della lista Scelgo Arezzo, Valentina Sileno. "Ho richiesto - ha fatto sapere la consigliera - che siano sentiti i rappresentanti delle categorie, affinché prendano confidenza con il contenuto dell’atto ed eventualmente propongano specifiche modifiche”.

Di fatto gli interventi riguarderanno soprattutto le aree storiche della città. Piazza Grande, San Domenico, via Ricasoli, San Francesco, piazza della Badia. Qui l'insediamento di alcune tipologie di attività ritenute non consone al contesto storico non sarà consentito. Un documento che, come si evince dalla lettura della delibera di giunta, trova forza nell'obiettivo di "miglioramento delle attuali condizioni di decoro urbano con particolare attenzione alla parte storica della città e alla sua vocazione turistica al fine di promuovere lo sviluppo turistico e valorizzare il nostro patrimonio artistico e culturale" con lo scopo "di rafforzare la tipicità e l'identità della città storica, in quanto patrimonio in chiave turistico ricettiva e strumento di sviluppo del tessuto economico”.

Attività commerciali vietate

Il precedente regolamento sul decoro urbano è stato approvato due anni fa. Le novità proposte dalla giunta saranno ad integrazione di quelle già presenti. All'interno della cinta muraria e nelle zone immediatamente adiacenti sono attualmente vietati l’esercizio delle attività e la vendita in sede fissa delle seguenti categorie merceologiche, anche congiuntamente ad altre, sia come nuova attività che per trasferimento, o ampliamento della superficie e unità locale di vendita delle attività esistenti: commercio, stoccaggio e selezione rottami e materiale di recupero; articoli per l’imballaggio industriale; lavorazione primaria del legno;  natanti e loro accessori e ricambi; commercio e raffinazione di combustibili solidi e liquidi, gas in bombole e simili, impianti di gas liquido; negozi specializzati di prodotti chimici; negozi specializzati di olii lubrificanti; attività di vendita al dettaglio alimentare e non alimentare e/o di somministrazione effettuata mediante apparecchi automatici in apposito locale ad essa adibito in modo esclusivo; attività di “money change”, “phone center”, “internet point”, “money transfer” ed attività assimibilabili a qualunque titolo esercitate; attività di commercio all’ingrosso; attività di commercio al dettaglio e/o all’ingrosso del cosiddetto “compro oro”; attività di “sale giochi”, “spazi per il gioco” e “centri scommesse e similari”; centri massaggi non inerenti ad altra attività regolarmente abilitata di centro sportivo, o attività estetica, o centro fisioterapico; autolavaggi; commercio alimentare e/o non alimentare, in forma esclusiva o prevalente, di qualsivoglia prodotto e derivato dalla cannabis legale c.d. cannabis light (integratori, caramelle, articoli per fumatori, gadget, cosmetici, semi, piante, articoli per la coltivazione, integratori ecc).

Per quanto concerne invece quella che viene definita la zona 1 (piazza Grande, San Domenico, via Ricasoli, San Francesco, piazza della Badia) "considerata di particolare pregio storico artistico e culturale" sono vietate: esercizi commerciali con settore alimentare esclusivo o prevalente, a totale ed esclusivo libero servizio, (market e minimarket) indipendentemente dalle metrature di superficie anche per trasferimento di attività esistenti; vendita di autoveicoli e simili, pneumatici e relativi accessori e ricambi, vendita di materie prime tessili per fini industriali; officine meccaniche di riparazione auto e moto, carrozzerie ed elettrauto, autolavaggi; sale da ballo, discoteche e night club; per le attività esistenti, è vietato l’ampliamento della superficie di esercizio a meno che non sia necessario per comprovati motivi di sicurezza ed igiene o al fine di realizzare migliorie dal punto 4 di vista dell’isolamento acustico o comunque legate a diminuire il disturbo nei confronti del vicinato, ferma restando la capienza prevista dal titolo abilitativo in precedenza rilasciato; sexy shop o attività che vendono materiale erotico o pornografico; macchine e attrezzature per l’industria, il commercio, l’agricoltura e l’artigianato e simili compresi ricambi e accessori, ad eccezione di computer e relativi accessori; materiali termoidraulici; prodotti e materiali per l’edilizia. 

A questi andranno ad aggiungersi, una volta ottenuto l'ok da parte del consiglio comunale, anche attività di somministrazione di alimenti che non siano riconducibili alla tradizione toscana, ovvero derivati da prodotti tipici del territorio toscano e/o a filiera corta; le attività di estetica, acconciatura e tatuatori e piercing.

Il testo con la proposta di modifiche presentato in giunta

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