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Il battesimo di Kiev e il funerale di Dragan. Padre Raffaele lascia Santa Maria in Gradi e San Domenico, le lettere dei parrocchiani

Lettere da parte della Fraternità Federico Bindi e dei parrocchiani al Padre che saluta la comunità aretina e torna a Roma dalla congregazione dei Padri Vocazionisti

Padre Raffaelle in una immagina all'interno di un appartamento della Fraternità Federico Bindi

Una messa molto partecipata, in una piazza gremita come in una festa, fatta di canti e di intere famiglie presenti, compresi circa 50 scout. Così domenica scorsa Padre Raffaele ha salutato i suoi parrocchiani alla chiesa di Santa Maria in Gradi. 

Il parroco 48enne lascia la comunità aretina per tornare a Roma alla congregazione dei Padri Vocazionisti di cui fa parte. Forte l'emozione nei parrocchiani e nella famiglia della Fraternità Federico Bindi con la quale negli ultimi anni ha stretto un legame umano e di collaborazione molto stretto.

"Ci sono uomini di chiesa che, con grande coraggio, testimoniano l’amore di Dio attraverso azioni di accoglienza e di fiducia - scrive nella sua lettera Cristiano Rossi presidente della Fraternità in prima linea per dare un futuro dignitoso ai senzatetto, e poi racconta come si sono conosciuti circa tre anni fa - Padre Raffaele ci ha conosciuti in occasione del battesimo di Kiev, il figlio di una coppia di filippini, tra le tante che abbiamo aiutato in questi anni. Mi ricordo come allora il momento in cui è entrato per la prima volta nei locali del centro diurno per senzatetto di via Chiassaia, dove avevamo organizzato un semplice momento di festa, con un piccolo rinfresco, “una vera famiglia”, come ebbe a dire. E come una famiglia abbiamo vissuto insieme a lui i momenti di gioia e i momenti di dolore, come il funerale di Dragan, che il freddo di una notte si è portato via. Il rito fu celebrato dal prete ortodosso, ma nella chiesa di Santa Maria in Gradi e lui era presente. La collaborazione è stata sempre più stretta e forte, ci ha aiutato a prendere in affitto altri locali per accogliere famiglie e persone che si sono avviate a recuperare la loro vita. Con padre Raffaele abbiamo costruito un percorso di fiducia e di amicizia che ci ha portato a costruire numerosi luoghi di accoglienza. Aveva riconosciuto nel nostro agire il calore della famiglia e la fiducia nelle persone, in tutte le persone, perché ciascuno può aver sbagliato ma ha sempre il diritto di poter ricominciare. Adesso Padre Raffaele non sarà più ad Arezzo e questo ci rattrista molto perché era una luce gioiosa di testimonianza del Vangelo di Cristo. Perdere persone come te renderà la nostra Chiesa più povera. La nostra fortuna è stata averti incontrato. Grazie a te Padre e Fratello Raffaele. Da parte di tutta la Fraternità Federico Bindi."

Originario dell'Abruzzo, Padre Raffaelle è descritto da tutti come una bella persona. Consapevoli che queste sono tappe della vita, i parrocchiani di San Domenico e Santa Maria in Gradi sono molto dispiaciuti di perdere la sua vicinanza. Una lettera a cuore aperto è stata scritta proprio da loro per salutare il parroco che hanno avuto modo di apprezzare umanamente con le sue doti di coinvolgimento di tanti giovani che si sono così riavvicinati e hanno animato la comunità parrocchiale.

"Chi ha avuto modo di conoscere Raffaele in questi anni sa quanto egli si sia speso per gli altri, donando se stesso pienamente. Da quelli che erano frammenti di una realtà parrocchiale dispersa, ha saputo tessere con cura e pazienza una rete tra famiglie, giovani scout e associazioni del territorio. Le Chiesa di Santa Maria in Gradi e San Domenico, nonostante il difficile periodo di restrizioni appena trascorso, oggi si riempiono di fedeli per la S. Messa domenicale, tra cui un gran numero di giovani. Una tale partecipazione che a ricordo di molti non era mai stata tale, e che è stata costruita negli anni da Padre Raffaele, con pazienza e dedizione, lasciando gradualmente spazio ad ognuno all’interno della celebrazione. Un frutto che fa dispiacere non possa essere gradito e raccolto dalla stessa persona che ne ha piantato il seme. Negli ultimi anni si sono avvicinate alla comunità anche persone affascinate dal grande numero di attività tipicamente oratoriali e dalla vitalità che è stata restituita ad una parrocchia del centro storico minacciata dal graduale spopolamento di quest’ultimo. Padre Raffaele ha fatto vivere a tutti noi parrocchiani l’accoglienza, lo testimoniano il forte impulso dato alle associazioni del territorio, in termini di tempo, risorse e spazi. Grazie a questo anche i giovani hanno sperimentato il servizio ai più bisognosi imparando a conoscere il valore della carità e hanno vissuto una forte dimensione oratoriale, con campi estivi e attività settimanali. Le porte del seminario sono state sempre aperte alla comunità, come esempio di fratellanza e per viver incontri e confrontarsi sull’educazione cristiana. I seminaristi sono stati anche chiamati a svolgere servizio nei gruppi scout presenti nelle varie parrocchie aretine, affiancando i capi scout nell’attività formativa. Lo stesso Raffaele è stato Assistente ecclesiastico di un Gruppo scout, diventando guida spirituale e comunitaria per i suoi membri, dai più grandi ai più piccoli.

Per molti di noi Raffaele è stato un amico, più che un pastore, riuscito a ravvivare quel fuoco dello spirito ormai nascosto sotto le ceneri di tanta insofferenza e apatia quotidiana. Un uomo onesto da poter contattare per un consiglio, una parola di conforto, o con cui discutere sul da farsi per mantenere in piedi la struttura della Chiesa, non solo quella di San Domenico e Santa Maria in Gradi. Ci ha fatto rivivere la comunione e la condivisione nella preghiera, nell’ascolto e nel rimboccarsi le maniche. Ci ha fatto sentire nuovamente parrocchiani, parte di una comunità che adesso vive e si consolida nell'incontro con Dio."

Il saluto di Porta del Foro

"Alla cerimonia di addio di Padre Raffaele era presente una delegazione del Quartiere di Porta del Foro con la bandiera di rappresentanza che esce solo per occasioni importanti. Padre Raffaele all'atto della benedizione degli armati e dei Giostratori prima della Giostra ha sempre espresso parole bellissime evidenziando il prezioso ruolo sociale svolto dai Quartieri nella nostra città. Porta del Foro ha partecipato con diversi volontari al servizio presso il Dormitorio organizzato dalla Caritas nei locali adiacenti alla Basilica. Il ricordo del Te Deum officiato da Padre Raffaele in occasione della vittoria del 2018 e' ancora vivo nei cuori dei Quartieristi giallocremisi come la "visita" ai Sepolcri durante la Settimana Santa. Il Quartiere quindi ha omaggiato con grande affetto un amico che ha saputo capire da subito la nostra profonda aretinita'. A lui va il saluto e l'affetto di tutto il Popolo giallocremisi."

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