Martedì, 15 Giugno 2021
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L'Ordine degli avvocati di Arezzo: "Meno processi, ma dal vivo. Modalità virtuali nemici dell'oralità"

Il presidente Roberto De Fraja: "Necessità di pronta ripresa in sicurezza, ma anche volontà di non ricorrere generalmente a strumenti come il processo da remoto in video"

"Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Arezzo, riunito su Skype il 12 maggio, ha affrontato le grandi questioni della Fase 2 e della ripresa dell’attività giudiziaria avvenuta proprio nello stesso giorno". Spiega così una nota del Consiglio firmata dal presidente Roberto De Fraja.

"Una ripresa sperata ed attesa nei due mesi di doloroso fermo, durante i quali l’istanza di Giustizia - salvo poche situazioni e cause dotate di indifferibilità ed urgenza - ha ceduto il passo alla necessità di tutela del bene primario della salute. Una ripresa che avviene con molte limitazioni, a causa del perdurante stato emergenziale, pur, sperabilmente, recessivo, che sperimenta forme e procedure nuove e talora speciali e diverse rispetto a quelle dettate dai Codici di procedura. A palazzo di Giustizia di Arezzo si è potuto condividere, fra il Capo dell’ufficio presidente vicario del Tribunale e la rappresentanza degli avvocati, la necessità di pronta ripresa in sicurezza, ma anche la volontà di non ricorrere generalmente a strumenti e modalità virtuali come il processo da remoto in video, nemico dell’oralità e limitativo del contraddittorio, riservato a situazioni isolate. Nel confronto intervenuto e nei protocolli sottoscritti si è piuttosto promosso l’alleggerimento del numero dei processi da trattare e l’organizzazione delle udienze in sicurezza, mentre nelle cause civili si sono ricercate soluzioni di trattazione scritta, limitando le presenze in tribunale, con gli avvocati e le parti, ad ipotesi necessarie ed indifferibili.

Pertanto separazioni, divorzi ed altri procedimenti consensuali di famiglia e minori saranno trattati e definiti con modalità virtuali spedite e saranno riattivati gli interventi dei Servizi e promossa la possibilità di adottare provvedimenti urgenti in situazioni di grave pregiudizio. Da parte del Consiglio dell’Ordine è stata inoltre sollecitata la maggiore presenza possibile del personale nelle Cancellerie, parte del quale sta tuttora operando in smart working sulla base dei noti provvedimenti ministeriali. La presenza in ufficio del personale è infatti indispensabile per l’effettiva ripresa dell’attività giudiziaria, e da parte degli avvocati è offerta piena collaborazione per favorire sicurezza e senso di responsabilità dell’utenza. In questi giorni gli studi legali stanno riaprendo le porte ai propri assistiti, con ottimismo e rispetto delle prescritte cautele sanitarie e con la ferma volontà di affrontare, con serenità e coraggio,sempre curando la propria formazione professionale, l’attuale grave crisi del nostro sistema economico e sociale. A tal fine sono già allo studio del Consiglio dell’Ordine progetti concreti per promuovere il servizio giustizia nel nostro circondario e valorizzare l’ineliminabile ruolo e indipendenza dell’Avvocatura messa a dura prova da questa inattesa emergenza".

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