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Operatrice sanitaria contro i tamponi salivari dei bambini. La Asl la sospende, il giudice la reintegra

La dipendente aveva usato espressioni colorite sul suo profilo facebook, ma il tribunale del lavoro ne ha ordinato il ritorno in servizio. L'azienda valuta il ricorso in appello

Si era fatta prendere la mano e aveva postato sul suo profilo Facebook alcune frasi sopra le righe per criticare l'utilizzo dei tamponi salivari sui bambini. Un'operatrice socio sanitaria, che lavora in una struttura della provincia di Arezzo, era stata quindi sospesa per sei mesi dalla Asl, dopo un'audizione davanti alla commissione disciplinare.

Ma il tribunale del lavoro l'ha riabilitata: parole eccessive sì, poco eleganti di sicuro, ma nulla che possa portare a una sospensione dal servizio. La libertà d'opinione, anche se l'opinione è colorita, viene prima.

L'episodio, risalente a diversi mesi fa, torna adesso d'attualità e gira intorno al necessario rapporto di fiducia che dovrebbe esserci tra azienda e dipendenti, legato anche a comportamenti consoni nell'utilizzo dei social e degli strumenti di comunicazione.

La Asl, in attesa della motivazioni della sentenza, si è riservata la facoltà di ricorrere in appello.

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