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"Il San Donato mortificato a vantaggio di Grosseto", Tanti alla carica: "Pronti a scendere in piazza"

Il Comune di Arezzo ha scelto di prendere posizione sul tema e, dopo aver espresso la propria contrarietà alla rotazione, ha deciso di inviare una lettera alla Asl sud est dove ribadisce il concetto.

E' attraverso una lettera scritta che il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, e l'assessore alla salute Lucia Tanti hanno messo nero su bianco il proprio no alla rotazione dei medici dell'oncologia ed espresso le proprie preoccupazioni sullo stato di salute della medicina nucleare.

Nelle settimane passate era stato il Calcit a lanciare l'allarme sostenendo come la riorganizzazione dell'oncologia avrebbe previsto delle modifiche con "una rotazione dei medici che attualmente sono assegnati all'Oncologia Medica del Presidio di Arezzo di spostarsi a turno nelle vallate".

Una scelta criticata da più parti e per la quale lo stesso direttore generale della Asl Toscana sud est, Enrico Desideri, ha più volte preso parola sottolineando come tutto sia nato da un fraintendimento.

Desideri ribadisce: "E' una fake news"

Ma nonostante tutto, le preoccupazioni da parte dei cittadini, pazienti e Calcit restano lì dove sono.
Così ecco che il Comune di Arezzo ha scelto di prendere posizione sul tema e, dopo aver espresso la propria contrarietà alla rotazione, ha deciso di inviare una lettera alla Asl sud est dove ribadisce il concetto.
In calce la firma dell'assessore Tanti e del sindaco Ghinelli.

"Impensabile per pazienti e famiglie"

Non vogliamo più sentire nominare la parola rotazione per quello che riguarda il reparto di oncologia - spiega l'assessore Lucia Tanti - inoltre, insieme al sindaco, abbiamo condiviso apertamente anche l'esigenza di chiedere garanzie riguardanti il mantenimento dello standard organizzativo del centro oncologico. Se proprio si devono fare delle modifiche, è opportuno cercare di investire sul personale. Attualmente contiamo sei oncologi, più un responsabile di reparto. Forse c'è bisogno di incrementare i professionisti. Ma per il resto, nulla deve essere cambiato. Siamo favorevoli ad una ricognizione dei presidi ospedalieri del territorio in modo da modulare risorse e dare seguito alle necessità. Ma questo non a discapito di un'eccellenza come il San Donato e del suo centro oncologico. Dunque ribadiamo: il sistema della rotazione non lo vogliamo neppure più sentire nominare.

Di queste ore invece l'altro spunto di riflessione, portato sempre alla luce dall'assessore Tanti, che riguarda la medicina nucleare ad Arezzo.

"La nostra città anche qui è stata un'eccellenza - spiega ancora l'amministratrice - nel 2005, grazie al contributo del Calcit e quindi degli aretini, arrivò la Pet. Primo esempio in Toscana. Le persone da Firenze venivano ad Arezzo per sottoporsi alle terapie. Adesso però questi strumenti sono obsoleti e necessitano di essere sostituiti. Ma purtroppo non è stato ancora realizzato il bando".

Sono passati esattamente 25 mesi da quando la Estar, il braccio operativo della Regione Toscana per la gestione dei bandi e dei concorsi in ambito sanitario, avrebbe dovuto redigere il bando attraverso il quale dotare la medicina nucleare di Arezzo di un macchinario aggiornato. 

"Stiamo parlando di un’apparecchiatura fondamentale per le indagini sui tumori - spiega ancora l'assessore - La medicina nucleare del San Donato, oltre a non essere rifornita di questa nuova e ammodernata attrezzatura, è stata declassata pochi anni fa nel silenzio generale a unità operativa semplice. Tradotto dal linguaggio burocratico sanitario: ha meno soldi a disposizione e meno autonomia. Dunque, per un macchinario non bastano anni, un reparto d’eccellenza viene mortificato, a vantaggio peraltro di altre realtà toscane come quella, ad esempio, di Grosseto. Due indizi fanno una prova, a volte. A conferma di una scarsa attenzione verso Arezzo da parte di chi governa la sanità a livello regionale. Se questo disegno trovasse ulteriori conferme, saremmo noi come amministrazione comunale a reagire. E i tempi non sarebbero biblici. Se i sospetti dovesso trovare conferma, posso dire già da ora che sono pronta a portare la città in piazza".

Medicina nucleare, il San Donato resta indietro

Dal mese di marzo comincerà anche la riflessione sugli "Stati generali della sanità" confronto che ogni anno chiama a raccolta tutti gli attori sociali e amministrativi locali.

"Sempre insieme al primo cittadino abbiamo deciso che quest'anno la Asl dovrà prendere parte a questo appuntamento ed ascoltare - conclude Lucia Tanti - e dovrà prestare attenzione alle necessità che rappresenteremo in nome della città e dei suoi abitanti che, quando si parla di salute, hanno il pieno diritto di scegliere dove e come curarsi in base alle proprie preferenze e disponibilità".

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