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Come scegliere l'olio al supermercato? 6 regole per non sbagliare

Una piccola guida per chi sceglie di acquistarlo tra gli scaffali

La raccolta delle olive è appena terminata e stiamo cercando di far scorta d'olio per l'anno che verrà. E poi, una bella bruschetta con l'olio nuovo rappresenta una goduria senza pari. Ma come scegliere l'olio di oliva migliore alla portata delle nostre tasche?

In Toscana, i piccoli produttori abbondano e, conoscendoli personalmente e sapendo come lavorano, è difficile cascare male. Ma c'è anche chi, per una ragione o per l'altra, non acquista olio nuovo se non a un supermercato. Cosa scegliere, allora, dagli scaffali?

Restringiamo subito il campo: per quanto possano esserci olii di qualità anche provenienti da Tunisia o Spagna, qui ci concentreremo su quelli italiani, per i quali le garanzie di qualità che ci vengono offerte sono più facilmente rintracciabili. Potendo scegliere ulteriormente, consigliamo prodotti a km zero o quasi: aldilà del mero supporto ai produttori locali, gli olii del territorio sono certamente gravati da inferiori costi (ambientali, di trasporto, etc.).

Dopo queste debite premesse, vediamo il dettaglio dei 6 consigli per scegliere la giusta bottiglia d'olio al supermarket.

1. Leggere attentamente l’etichetta

Ad esempio, se troviamo scritto nell'etichetta della bottiglia: "Olio 100% Italiano" e l’azienda produttrice è toscana, significa che, con ottime probabilità, si tratta di un assemblaggio da olive provenienti da varie parti d’Italia; Toscana, ma anche Puglia, Sicilia, etc.

2. Meglio scegliere una produzione DOP

Scegliamo i prodotti con il marchio “Denominazione di origine protetta”: in questo modo sapremo che tutta la produzione è stata fatta entro confini definiti e non è riproducibile al di fuori di essi. La garanzia comprende sia fattori naturali (qualità di terreni e piante) che umani (tecniche di produzione e trasformazione), attraverso cui ottenere un prodotto unico e inimitabile.

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3. Occhio all’anno della campagna olearia

L’olio Evo (Extra Vergine di Oliva) è un prodotto ad alta deperibilità. A differenza del mondo del vino, in cui vecchie annate possono assumere caratteristiche organolettiche superiori rispetto alle più recenti, in quello dell’olio non succede mai. E’ bene quindi comprare un olio dell’ultima annata. I produttori più corretti lo scrivono in etichetta, in ogni caso l’annata è rintracciabile nel numero di lotto della bottiglia.

4. Evitare prezzi low cost

Sbilanciamoci su un prezzo: evitiamo tutto ciò che sta sotto i 12 euro al litro. La sola materia prima, per un litro d’olio di Evo di qualità, è di 8 euro circa. Occorre aggiungere il costo del trasporto delle olive al molino, il costo della molitura, il costo della confezione (vetro, tappo, etichetta, tappo, cartone).

5. Comprare solo olio EVO

Ovvero, olio Extra Vergine di Oliva. Deve essere specificato in etichetta e le diciture “Olio di oliva” e “Olio di sansa” non sono sufficienti. Alcuni olii, pur estratti da olive ma senza l’indicazione EVO, possono essere trattati chimicamente.

6. Meglio ancora se biologico

Nel vasto panorama biologico, non è oro tutto ciò che luccica. Tuttavia la presenza della certificazione biologica è una garanzia in più di salubrità e qualità del prodotto.

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