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Olio: 2017 tra alti e bassi. Siccità flagello per la produzione ma niente mosca delle olive

Si avvicina la stagione per la raccolta delle olive e, dopo le temperature torride dell'estate, in molti guardano con preoccupazione al proprio raccolto. La domanda che rimbalza da un angolo all'altro della provincia è: come sarà la campagna...

AREZZO OLIO NOVO AL FRANTOIO

Si avvicina la stagione per la raccolta delle olive e, dopo le temperature torride dell'estate, in molti guardano con preoccupazione al proprio raccolto.

La domanda che rimbalza da un angolo all'altro della provincia è: come sarà la campagna olearia 2017?

A detta degli esperti del Consorzio Lamma molto, molto, variabile. L'ultimo bollettino fitosanitario diffuso lo scorso 12 ottobre e riguardante la provincia di Arezzo ha evidenziato come, per quello che concerne i frutti, "la maturazione e l'inolizione progrediscono piuttosto velocemente grazie alle temperature miti dell'ultimo periodo, da evidenziare comunque che la situazione tra oliveti, anche vicini, è molto variabile ed in particolare è condizionata da come le piante hanno affrontato e superato o meno le difficoltà portate dal caldo e dalla siccità estivi, infatti in alcuni casi ci vengono segnalate situazioni di cascola abbastanza accentuata, mentre in altre piccioli piuttosto resistenti al distacco". Dunque l'incognita resta quella riguardante i danni subiti nel periodo siccitoso che, almeno per la provincia di Arezzo, si è protratto per mesi. Alcune piante rispetto ad altre infatti presentano una maturazione e frutti più sviluppati. Per quello che concerne invece la presenza della temutissima Mosca invece ad inizio mese si sono conclusi i monitoraggi.

"A questo punto - fanno sapere dal Consorzio Lamma - possiamo fare alcune prime considerazioni sulla campagna di difesa del 2017, campagna che ha visto molti elementi anomali quali le temperature di fine primavera ed estive piuttosto elevate, piogge molto scarse già a partire dall'inverno, e successivamente in primavera ed estate. Tali condizioni hanno costretto a lunghi periodi di pesanti stress sia le piante che la mosca. Infatti un avvio dell'attività del dittero in linea con i dati storici ha incontrato successivamente le condizioni molto avverse che ne hanno limitato l'ovodeposizione e, probabilmente, in molti casi la vitalità sia degli adulti che di uova e larve, con conseguenti popolazioni della mosca numericamente molto ridotte. Questo quadro complessivo ha portato ad avere anche nella fase di settembre-inizio ottobre, quindi dopo il ritorno delle piogge e di temperature più miti, attacchi di mosca solo localizzati e decisamente sottotono rispetto alle medie storiche. Sono stati rilevati livelli di infestazione assente o molto bassa ad Arezzo, Firenze, Pistoia e Siena. Livelli di infestazione generalmente bassi o nulli, con alcune località che hanno visto aumenti ma non superiori alla soglia a Prato. Livelli di infestazione generalmente bassi o nulli, con alcune località che hanno visto aumenti anche superiori alla soglia consigliata di intervento a Livorno, Grosseto, e Pisa e Lucca. Da evidenziare comunque che le infestazione maggiori si sono verificate localmente anche a causa della forte variabilità di carica produttiva".

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