"Obbligo di indossare sempre la mascherina? Ordinanza inutile", così il divulgatore Pistoi sulla decisione del Comune

"Non sono contrario alle mascherine: sono uno strumento validissimo se utilizzate come prevedono le normative nazionali e regionali. Ma indossarle appena si esce di casa non ha senso"

"L'ordinanza sulle mascherine? Sarà controproducente", non usa mezzi termini Sergio Pistoi. Divulgatore scientifico, una laurea in Scienze biologiche all'Università di Torino e un dottorato in Biologia molecolare all'Université Pierre et Marie Curie/Institut Pasteur di Parigi, consulente con esperienza da ricercatore biomedico, Pistoi da aretino ha sollevato pesanti obiezioni alla decisione presa dal sindaco Alessandro Ghinelli relativamente all'uso delle mascherine. Lo ha fatto scrivendo un post sul proprio profilo Facebook che ha ricevuto centinaia di like e una cascata di commenti. 

"L'obbligo di indossare la mascherina sempre fuori casa - scrive Pistoi -, a prescindere dalla presenza di altre persone o dal rapporto di convivenza, è scientificamente ed epidemiologicamente assurda, e chi vi parla conosce i virus molto meglio del sindaco". 

Ma perché questa presa di posizione? Pistoi ha realizzato due video sull'uso delle mascherine che negli ultimi mesi sono stati visti centinaia di migliaia di volte sul suo canale Youtube Rock Science. 

"Io non sono contrario alle mascherine - spiega - le ritengo uno strumento validissimo, se utilizzato come prevedono le normative nazionali e regionali. Ma adottare misure restrittive, obbligando i cittadini ad indossare questi dispositivi appena si esce di casa, non ha senso. Le mascherine chirurgiche evitano che le goccioline di saliva di chi le indossa raggiungano altre persone: è perciò necessario indossarle nei luoghi chiusi o dove la distanza prevista dalla legge, viene meno. Uscire di casa da soli e doverle indossare anche se la persona più vicina a noi si trova ad alcuni metri di distanza, non serve a nulla. I cittadini sono molto provati da questa emergenza e questa ulteriore restrizione viene vissuta come una vessazione. Il rischio è di fomentare i cosiddetti 'no mask', creando malcontento. E anche le raccomandazioni nazionali, più ponderate, rischiano di essere disattese con maggiore probabilità". 

Per Pistoi l'ordinanza servirebbe a spostare l'attenzione dal vero problema, cioè gli assembramenti che si sono verificati in alcune piazze cittadine. "Per evitare situazioni a rischio - afferma - rendere le mascherine obbligatorie non serve. E' necessario piuttosto far sì che la Polizia Municipale sia presente nelle zone più critiche, affinché non si ripetano nel fine settimana episodi simili". 

Stando a quanto sostiene Pistoi, Arezzo si trova adesso in una situazione in cui l'epidemia sta allentando la presa e le nuove restrizioni non avrebbero le giuste motivazioni. 

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