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Nuovo stemma e nuovo statuto, Porta Romana guarda avanti

Il rione giallorosso presieduto da Francesco Buccelletti, assieme ad una sostanziosa lista di attività collaterali organizzate su più fronti, dai campi estivi per bambini alle iniziative ludiche e sportive, ha trascorso i lunghi mesi di mancata aggregazione sociale pensando al futuro

 Il Palio dei rioni è in stand-by e i rionali castiglionesi stanno vivendo il digiuno più lungo dell’era moderna, cioè dal 1977 ad oggi, eppure le contrade non vogliono restare a guardare lo scorrere inerte delle lancette dell’orologio. E Porta Romana con esse.

Il rione giallorosso presieduto da Francesco Buccelletti, assieme ad una sostanziosa lista di attività collaterali organizzate su più fronti, dai campi estivi per bambini alle iniziative ludiche e sportive, ha trascorso i lunghi mesi di mancata aggregazione sociale pensando al futuro. E in queste settimane ha presentato al popolo, tramite l’assemblea ordinaria, lo statuto aggiornato e il nuovo stemma.

L’adeguamento statutario è risultato, in realtà, un atto quasi dovuto ai fini del riconoscimento della natura giuridica di APS (Associazione di Promozione Sociale), requisito richiesto dal legislatore ai fini di una regolamentazione di tutto il variegato mondo dell’associazionismo. In questa fase, oltre a modifiche di natura pressoché formale suggerite da linee guida nazionali, il Consiglio direttivo ha deciso di apportare anche alcune novità di contenuto, ritenute importanti nell’ottica di un “cambiamento dei tempi” che ha interessato tutta la vita di rione. Sono state definite nel dettaglio le tonalità dei colori ufficiali (giallo oro e rosso pompeiano) al fine di allineare l’”apparato” cromatico; è stato formalizzato come santo patrono San Michele Arcangelo, da sempre evocato e onorato come simbolo rionale, al fianco del compatrono San Filippo Neri; è stato spostato il periodo elettorale, che viene istituzionalizzato nel mese di dicembre e quindi al termine di uno degli eventi più impegnativi di tutto l’anno rionale, cioè il Novemberfest (nell’anno elettorale la scadenza per il tesseramento è fissata al 30 giugno).

Diversa è invece la questione “stemma” per il quale un’apposita commissione ha ideato un restyling non tanto per motivi prettamente estetici. L’intenzione era valorizzare il simbolo della Lupa capitolina, che adesso si erge imponente al centro del disegno, e al tempo stesso tentare di “storicizzare” il concetto stesso dello stemma: a tal scopo lo scudo esterno riprende la silhouette delle insegne delle antiche casate del terziere di Sus Castiglione, territorio con cui in età medievale si identificava l’attuale territorio giallorosso. Questi loghi – volendo utilizzare un termine moderno – sono stati recuperati nel XIX secolo dal grande storico castiglionese Giuseppe Ghizzi che li aveva riprodotti, insieme a quelli di altre nobili famiglie, nei suoi manoscritti oggi conservati nella biblioteca comunale. In alto, sopra la Lupa, il motto rionale “Frangar non flectar”. Dettaglio non di poco conto: il disegno è stato dipinto a mano dall’artista senese Tommaso Andreini, apprezzato a livello nazionale ed esperto conoscitore del mondo dei palii.

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