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Giovedì, 7 Luglio 2022
Attualità Monte San Savino

Cristina, parte una nuova raccolta fondi: "Quando tornerà a casa avrà bisogno di cure domiciliari e attrezzature speciali"

Cristina attualmente si trova all'Istituto di Agazzi. Domenica scorsa, per la prima volta, ha incontrato la sua bambina. Un momento di grande emozione che presto (con cadenza settimanale) si rinnoverà 

Una nuova raccolta fondi per aiutare Cristina e la piccola Caterina. E' quella promossa da Gabriele Succi, il marito della giovane mamma che nel luglio del 2020 fu colta da arresto cardiaco mentre era al settimo mese di gravidanza. Da quel giorno tutto per la famiglia di Alberoro cambiò: mamma e piccola (fatta nascere con parto cesareo) riportarono gravissime conseguenze.

Cristina attualmente si trova all'Istituto di Agazzi. Domenica scorsa, per la prima volta, ha incontrato la sua bambina. Un momento di grande emozione che presto (con cadenza settimanale) si rinnoverà.

La famiglia di Cristina però ha ha bisogno di un "sostegno per aiutarla a tornare stabilmente nella sua casa, vicina alla sua Caterina ed al marito Gabriele e proseguire le cure di cui ha bisogno quotidianamente".

"Per fare questo - si legge nell'appello lanciato sulla piattaforma GoFoundMe - è necessario un'importante intervento che porti all'adeguamento degli spazi domestici, che garantisca attrezzature apposite e cure a domicilio.
Senza l'aiuto di tutti coloro che hanno contribuito alle cure di Cristina, forse tutto questo non sarebbe stato neanche immaginabile; adesso serve un ulteriore sforzo per fare in modo che Caterina e sua mamma possano finalmente condividere lo stesso tetto, sorridersi e  stringersi forte come in questi due anni non è stato possibile".

Le prime donazioni hanno iniziato ad arrivare. Ad oggi erano alcune decine i gesti di solidarietà e il primo piccolo traguardo, quello dei mille euro, stato tagliato. L'obiettivo sono 150mila euro. 

Questa promossa da Gabriele è la seconda raccolta in due anni. Con la prima raccolta fondi riuscì a portare la moglie in una struttura austriaca - un'eccellenza europea della riabilitazione neurologica - che ha ridato loro speranza.  

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