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"Non alimentiamo la violenza": una campagna per Arezzo

Etichette per prodotti alimentari che riportano informazioni e contatti dei servizi cui rivolgersi se testimoni o vittime della violenza di genere. Il progetto «Non alimentiamo la violenza» nasce poiché la Provincia di...

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Etichette per prodotti alimentari che riportano informazioni e contatti dei servizi cui rivolgersi se testimoni o vittime della violenza di genere. Il progetto «Non alimentiamo la violenza» nasce poiché la Provincia di Arezzo è stata destinataria, per il 2015, di fondi derivanti dal DPCM 24 luglio 2014 per attività a contrasto della violenza di genere e tra le attività realizzate c'è questo intervento, in collaborazione con Coldiretti Arezzo, Cia Arezzo e Pastificio Fabianelli S.p.A. di Castiglion Fiorentino.


«Negli ultimi vent'anni la Provincia di Arezzo ha attuato politiche di pari opportunità volte a contrastare la violenza di genere, basate su modelli condivisi e partecipativi - ha detto Eleonora Ducci, vice presidente della Provincia -, creando una rete territoriale composta dalla Prefettura di Arezzo, dalle 5 zone sociosanitarie in rappresentanza dei 37 comuni, dall'Azienda USL8, dalla Consigliera provinciale di Parità, dall'Ufficio Scolastico Provinciale e dall'Associazione Pronto Donna-Centro Antiviolenza. I rapporti tra questi soggetti sono costanti e frequenti, in modo tale da permettere alla rete di crescere ed evolversi per meglio rispondere al contrasto del fenomeno».


Veicolare il messaggio attraverso strumenti che quotidianamente e con grande facilità entrano all'interno delle mura domestiche - quali i prodotti alimentari più vari - potendo raggiungere le vittime della violenza di genere senza alcun intermediario appare una metodologia attraverso la quale stimolare una riflessione ma, soprattutto, fare in modo che emergano i casi, tanti, che troppo spesso restano occulti e non denunciati.


«Abbiamo subito accolto con entusiasmo la richiesta che ci è pervenuta, consapevoli che c'è ancora tanto da fare nella lotta contro la violenza sulle donne - ha sottolineato Luca Fabianelli, uno dei titolari dell'omonimo pastificio -. La nostra azienda cerca sempre di aiutare e sostenere quei progetti, soprattutto locali, con finalità benefiche e sociali. Speriamo che il nostro contributo serva ad aiutare le vittime e a farle sentire meno indifese».


La Provincia intende attuare questo intervento al fine, da una parte, di estendere il numero dei soggetti che, sensibilizzati e informati, possano promuovere e ampliare la riflessione riguardo alla questione della violenza di genere, dall'altra di facilitare l'emersione del fenomeno data l'immediatezza dei contatti a disposizione, contatti che una donna può utilizzare in piena autonomia.

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Chiara Innocenti, presidente Cia, uno dei tre soggetti partner dell'iniziativa, ha dichiarato: «La Cia e Donne in Campo non potevano non essere protagoniste in un'iniziativa contro la violenza di genere; messaggio che saremo orgogliosi di far passare attraverso i prodotti delle nostre imprenditrici, e imprenditori; da oggi sarà quindi tracciabile anche il nostro impegno contro la violenza verso le donne. Tutto ciò alla vigilia dell'apertura del mercato coperto delle Logge del Grano dove i nostri prodotti acquisteranno ancora più valore grazie all'etichetta contro la violenza di genere».

«Coldiretti ha deciso con vero piacere di aderire al progetto "Non alimentiamo la violenza" per promuovere tutte quelle attività sul territorio che possano contrastare il fenomeno della violenza di genere. Crediamo fortemente che anche all'interno del sistema agroalimentare si possa estendere la sensibilizzazione verso questa tematica e si possano adottare quegli strumenti che meglio rappresentano una concreta azione di prevenzione e contrasto al fenomeno - ha ribadito, Mario Rossi, direttore Coldiretti Arezzo -. La nostra rete dei mercati di Campagna Amica, presenti nel cuore dei centri abitati e in tutta la provincia, e dei nostri agriturismi Terranostra sarà sicuramente il luogo ideale e di contatto per lanciare il messaggio di questa iniziativa contribuendo a sensibilizzare l'opinione pubblica che viene a fare la spesa presso i nostri mercati e i nostri punti vendita circa il fenomeno della violenza sulle donne».


«Il costante lavoro dell'amministrazione provinciale a sostegno delle vittime di violenza di genere - ha concluso Alessandra Nocciolini, responsabile del Centro Pari opportunità della Provincia di Arezzo - si fonda sulla consapevolezza degli effetti che questa provoca sulla loro vita e sulla loro salute, con conseguenti costi sociali ed economici rilevanti, ma anche sull'importanza di servizi antiviolenza organizzati su base provinciale che attuano interventi di prevenzione, poiché in grado di accrescere la consapevolezza delle donne in merito ai loro diritti e alle loro potenzialità».















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