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Martedì, 17 Maggio 2022
Attualità

No Vax protestano davanti all'Itis di Arezzo. Azione: "Solidarietà a prof e studenti"

Il comitato aretino punta il dito contro i manifestanti: "Presidio indecoroso"

Il comitato aretino di AZIONE esprime piena solidarietà agli studenti, ai docenti e al personale dell’ITIS Galileo Galilei di Arezzo per i fatti accaduti la mattina di martedì 5 aprile. Durante gli orari delle lezioni mattutine, gli studenti sono stati disturbati dalle urla e dai cori di un gruppo di persone No Vax che si sono presentate all’entrata dell’istituto muniti di cartelloni riferiti alla presunta dittatura sanitaria e al negazionismo dell’epidemia covid19. Gli schiamazzi hanno provocato l’impossibilità per gli studenti di seguire le lezioni e i ragazzi stessi hanno protestato contro questi rumori affiggendo alle finestre cartelli con su scritto “lasciateci studiare”.

AZIONE giudica questo tipo di manifestazioni di gravità assoluta, soprattutto se a subirne le conseguenze sono proprio gli studenti e la regolarità della loro formazione insieme alla libertà di studio proprio da parte di chi pretende altrettanta libertà per sé stessi. La contestazione dei No Vax pare nascere come reazione alle dichiarazioni rilasciate dal Preside dell’Istituto in merito al rientro dei professori non vaccinati, dichiarazione che AZIONE condivide in quanto pienamente fondata. Infatti, dal primo aprile 2022 è stato previsto il rientro a scuola e il ritiro della sospensione degli stipendi per i professori che, non essendo vaccinati, non potevano secondo i decreti covid essere abilitati all’insegnamento.

Questa decisione è paradossale e diseducativa. Paradossale perché i professori non vaccinati dal primo aprile sono stati riabilitati all’ingresso negli istituti, ma non nelle classi, dato che ancora persiste l’obbligo di green pass per i docenti. L’ambiente scolastico è difficilmente sezionabile e dunque la presenza in un luogo piuttosto che in un altro rende difficile differenziale l’area scolastica. Tale condizione significa che i già menzionati docenti riacquisiscono dunque da un lato lo stipendio senza che dall’altro debbano adempiere alla loro precipua funzione, qual è l’insegnamento nelle classi. Al fine di non permettere una percezione di stipendio senza prestazione lavorativa, il ministero - per ovviare a questo problema - ha proposto alle scuole di organizzare delle attività extra insegnamento in presenza da fare svolgere a questi docenti senza contatto fisico con gli studenti. Ciò facendo viene meno un elemento essenziale della docenza qual è la relazione personale fisica e così snaturando in gran parte il ruolo dell’insegnante.

La decisione, a parere di chi scrive, è altresì diseducativa, atteso che questi docenti, stipendiati ma non effettivamente impegnati nelle classi in attività frontale, dovranno comunque essere presenti all’interno degli istituti e potranno comunque muoversi nella scuola con altra probabilità di incontrare proprio quei ragazzi che, a causa della mancata vaccinazione, non devono assolutamente incrociare nei corridoi. Senza grandi sforzi interpretativi, il messaggio formativo che passa (e che consegue il reintegro di chi ha dimostrato scarso rispetto delle norme e della salute collettiva quale bene comune) è ben rappresentato dal presidio a dir poco indecoroso, che si è tenuto proprio sotto le aule delle classi degli studenti.

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