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"No alla nuova chiesa e allo spostamento del parroco di Santa Croce". Lettera al Vescovo del Popolo della Famiglia

"No alla costruzione della nuova chiesa ed allo spostamento del parroco di Santa Croce e di San Gemignano, sì alla riqualificazione dei locali parrocchiali del centro e ad un nuovo proficuo dialogo tra pastore e popolo" Questo il messaggio che...

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"No alla costruzione della nuova chiesa ed allo spostamento del parroco di Santa Croce e di San Gemignano, sì alla riqualificazione dei locali parrocchiali del centro e ad un nuovo proficuo dialogo tra pastore e popolo"

Questo il messaggio che dà il via ad una lettera che niente meno che Il Popolo della Famiglia di Arezzo ha scritto indirizzandola direttamente all'Arcivescono della Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro Monsignor Riccardo Fontana.

"S.E. Fontana, ascolti il popolo e costruiamo insieme per il bene di tutta la comunità."

Inizia così la lettera pubblica che continua facendo il punto della situazione della mobilitazione dei cittadini, dei parrocchiani della parte storica della città che reclama a gran voce la conferma di Don Francesco Bernardini, parroco che raccoglie le anime di Colcitrone, come parte di quelle di Trento Trieste e che appare invece destinato a lasciare i suoi parrocchiani dopo 30 anni di onorata e apprezzata attività. Secondo le notizie che saranno confermate o smentite ufficialmente nell'annuncio del 7 agosto prossimo, Don Francesco dovrebbe essere stato indicato per un'altra parrocchia. Una notizia che è stata subito ricollegata alla volontà della Diocesi di alcuni anni fa, ma probabilmente mai svanita, di costruire una nuova chiesa agli Archi vasariani.

"Più di mille firme in calce alla petizione popolare indirizzata a S.E. Riccardo Fontana, un continuo susseguirsi di appelli da parte di enti e di privati cittadini, due intere comunità parrocchiali che, con molta civiltà, educazione, fermezza, ma con il dolore nel cuore, stanno protestando, non possono essere semplicemente ignorati. Compito primario della politica è quello di risolvere i problemi, coltivando e propiziando il dialogo fra cittadini ed istituzioni. Il Popolo della Famiglia di Arezzo sente su di sé il nobile peso di questa responsabilità e ritiene di dover intervenire nella questione rivolgendo un accorato appello a S.E. Fontana."

Da qui il vero e proprio appello:

Eccellenza reverendissima, Lei ci conosce, sa chi siamo e quali valori fondano il nostro impegno politico. Sa che non potremmo mai essere contrari in linea di principio all'edificazione di una nuova chiesa. Sa che non ci appartengono ipocrisie come una finta preoccupazione per il patrimonio paesaggistico o banalità come "tanto in chiesa non ci va più nessuno", che pure esponenti politici aretini hanno sostenuto in, un anche recente, passato. Alla nuova chiesa parrocchiale di Santa Croce, tuttavia, siamo ad oggi contrari, per due motivi principali:

1) la questione sta spaccando nel profondo il tessuto sociale parrocchiale che vede, se a torto o a ragione non sta a noi dirlo, legato il trasferimento del proprio amato parroco alla Sua volontà di edificare il nuovo luogo di culto;

2) il contesto in cui detta nuova chiesa andrebbe ad inserirsi, con inoltre un ingente impegno economico che, inevitabilmente, andrebbe a ricadere anche sulle spalle della comunità parrocchiale tutta. Questo laddove molti edifici religiosi che ricadono nel territorio della parrocchia potrebbero essere, con cifre del tutto ragionevoli ed al cui raggiungimento i singoli cittadini immaginiamo che sarebbero ben felici di poter concorrere, ristrutturati e resi ancor più fruibili di quanto non siano ora. Eccellenza reverendissima, ci rivolgiamo a Lei con il sincero auspicio che Lei voglia ascoltare la protesta del Suo popolo che, in questa occasione, non è d'accordo con le Sue decisioni e ci proponiamo quali interlocutori per instaurare un dialogo fra Lei e le comunità interessate che porti, ove possibile, ad una soluzione che non sia così traumatica e che permetta di lavorare in armonia ad Dei maiorem gloriam."
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