Stop alle uscite dopo le 22. Comune e Caritas al lavoro per tutelare chi non ha una casa

Nella mattinata di oggi l'amministrazione aretina incontrerà la Caritas diocesana per pianificare i servizi a questa fascia di popolazione

Dalla mezzanotte di domani entra in vigore il decreto del presidente del consiglio dei ministri con il quale viene divisa l'Italia in tre zone: rossa, arancione e gialla. Una geografia inedita che indica misure e disposizioni per tutte quelle regioni dove, sulla base dei dati raccolti ed elaborati nella settimana dal 19 al 25 ottobre, il tasso di contagi da Sars Cov2 ha raggiunto vette particolarmente importanti. Arezzo, così come il resto della Toscana, appartengono alla fascia gialla ovvero, quella a rischio moderato. Ma nonostante questo, sono state indicate tutta una serie di limitazioni alle quale i cittadini dovranno dare seguito. Tra esse c'è quella riguardante il divieto dalle 22 alle 5 del giorno successivo di uscire dalla propria abitazione se non per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Tutti in casa dunque. Ma chi una casa non ce l'ha? Come verrà riorganizzato il servizio di accoglienza per i cittadini senza fissa dimora?

Arezzo in questo senso si sta adoperando per prevedere un piano specifico volto ad arginare e contenere situazioni di criticità. "L'amministrazione comunale - spiega l'assessore al sociale, nonché vicesindaco, Lucia Tanti - stiamo pianificando tutto con la Caritas Diocesana che, come noto, si occupa da sempre di gestire serivizi di questa tipologia per il nostro territorio. L'avvento della pandemia ha imposto di rivedere tutto il sistema dell'accoglienza nelle strutture dedicate a coloro che hanno importanti difficoltà abitative. Il principio sul quale ci muoveremo è quello di cercare di tutelare il nostro territorio e dare seguito alle richieste di chi si trova in difficoltà. Massima solidarietà e collaborazione soprattutto nei confronti di tutte quelle persone che hanno un rapporto storico con la nostra città, accogliere persone provenienti da regioni "rosse" o "arancioni" non sarà praticabile".

Dunque, i dettagli operativi saranno discussi questa mattina insieme alla Caritas di Arezzo ma, invece, quello che è già pronto è il piano riguardante i servizi di controllo del territorio. In questo senso in prima fila, per il Comune di Arezzo, ci saranno gli agenti della polizia municipale che avranno il compito di monitorare e, se necessario, intervenire affinché i limiti di orario vengano rispettati. Pieno supporto sarà fornito poi anche dalle altre forze di polizia che operano nel territorio.

Tutte le altre misure del Dpcm

Così come previsto dal Dpcm del 4 novembre, sono sospese anche le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente. Niente mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura. Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. L’attività didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento. Ci si può spostare solo nelle regioni che hanno il nostro stesso rischio. È vietato recarsi, se non per comprovate esigenze, in regioni a rischio alto.

Cosa si può fare (e cosa no) in una zona gialla secondo il nuovo Dpcm

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