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Niente tavoli all'aperto per i locali di San Giusto. Ed è polemica: "siamo vittime come i nostri clienti"

Ordinanza comunale per la propiziatoria di Sant'Andrea: divieto di apparecchiare in piazza per assicurare il distanziamento ai quartieristi biancoverdi. BloomArezzo su fb: "enorme disagio"

San Giusto double face. In vista della cena propiziatoria di domani sera, si mixano stati d'animo diversi: trepidazione ed entusiasmo per Porta Sant'Andrea, delusione e rabbia per i locali che affacciano sulla piazza. Per loro sarà un sabato mutilato dai protocolli anti covid anche se il Saracino, e il quartiere biancoverde, c'entrano solo di rimbalzo. Fatto sta che non potranno posizionare i tavoli all'aperto, con tutte le conseguenze del caso.

Ieri i gestori di BloomArezzo, pizzeria e luogo di ritrovo frequentatissimo, hanno manifestato pubblicamente la loro amarezza con un post sulla pagina facebook: "per ordinanza del Comune di Arezzo, nella data di sabato 4 settembre (giorno della cena propiziatoria) non sarà possibile usufruire del nostro spazio esterno. E' vietata la sistemazione dei tavoli per esterno e il loro utilizzo. Invitiamo tutti coloro che hanno precedentemente prenotato, di contattarci per annullare il tavolo o spostare la prenotazione all interno, se muniti di green pass. Questo enorme disagio non è assolutamente dipeso da noi, siamo vittime di un sistema come voi e più di voi".

Il divieto di apparecchiare all'aperto è dettato dalla necessità di garantire il distanziamento ai partecipanti della cena propiziatoria. I quartieri infatti sono obbligati al rispetto delle regole che disciplinano il numero massimo di persone consentite ad uno stesso tavolo e il distanziamento tra i tavoli, oltre al divieto di attività danzanti e alla cessazione di altre attività di intrattenimento una volta terminata la cena. Per questi eventi, così come successo durante la settimana, dovranno essere garantite le misure di safety, security e anti covid, prevedendo un sistema di prenotazione di posti a tavola, il contingentamento e gli opportuni controlli agli ingressi delle aree interessate, che dovranno altresì essere adeguatamente chiuse e circoscritte.

Il Saracino torna dopo due anni e la città ne è ben felice. Ma alcuni aspetti collaterali, come previsto, sono destinati a creare polemiche e discussioni.

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