Giovedì, 29 Luglio 2021
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Niente impianto né scala antincendio per l'ex caserma Menci. Dal Coisp: "Questore convochi un tavolo di confronto"

E' allarme sullo stato di salute della ex caserma Dino Menci, edificato che ospita una porzione della questura di Arezzo. A tornare sulla questione sono i rappresentanti Coisp, sindacato che si occupa della tutela dei diritti e doveri dei...

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E' allarme sullo stato di salute della ex caserma Dino Menci, edificato che ospita una porzione della questura di Arezzo.

A tornare sulla questione sono i rappresentanti Coisp, sindacato che si occupa della tutela dei diritti e doveri dei lavoratori delle forze dell'ordine.

E' attraverso una dettagliata relazione stilata dal segretario provinciale del sindacato Iuri Martini, che viene rappresentata al questore Bruno Failla una situazione di forte fragilità riguardante appunto la struttura di via Baldaccio d'Anghiari. Nella stessa missiva viene inoltre richiesta una "immediata convocazione della Riunione Periodica art. 35 comma 4 D.LGS. 81/2008".

Il tutto "in considerazione dell'aggravarsi della situazione strutturale e logistica della caserma "D.Menci" visto che "come segnalato già nella riunione periodica del 24.10.2014 la ex-caserma oltre ad essere priva di un qualsiasi sistema antincendio, non presente neanche negli archivi e negli alloggi collettivi, non risulta neanche dotata di una scala di sicurezza antincendio così come risulta sprovvista di un'impianto di climatizzazione adeguato, situazione che costringe i colleghi ad un ambiente di lavoro con microclima invivibile sia d'estate che d'inverno. Come se la situazione rappresentata non fosse già abbondantemente preoccupante, recentemente inoltre sono comparse delle vistose crepe che attraversano longitudinalmente tutti gli alloggi femminili e che necessitano di una valutazione tecnica approfondita".

Una situazione, quella rappresentata, di forte disagio e quanto mai attuale soprattutto all'indomani della tragedia verificatasi all'interno dell'Archivio di Stato dove due aretini hanno perso la vita per una fuga di gas argon.

Un dramma, ennesimo anche in provincia di Arezzo, che porta l'odiosa etichetta delle morti bianche, quelle sul luogo di lavoro, e in seguito alle quali i temi della sicurezza tornano ad essere pane comune nel dibattito pubblico e sindacale.

"Con queste parole - proseguono dal Coisp - vogliamo richiamare quanto affermato in un recente convegno relativo al "Diritto della salute e della sicurezza per gli operatori della sicurezza" da un suo illustre collega il Dott. Balduino Simone (Dirigente Generale di P.S. - Incaricato agli adempimenti connessi all'attuazione del D.Lgs. 81/2008 per la Polizia di Stato): "...tutte le forze di polizia, nazionali e locali devono vedere nella legislazione a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro un momento particolarmente propizio di revisione dei Modelli organizzativi, così come suggerito dall'articolo 30 del D.Lgs. 81/2008 e dei Protocolli operativi, per verificarne la corrispondenza ai vincoli legislativi, alle necessità funzionali ed alla visione etica, quest'ultima di sempre maggiore rilevanza, perché unica in grado di sopperire anche alla eventuali carenze legislative o funzionali".

"Sottolineiamo - proseguono dal Coisp - come il nostro impegno sul fronte della sicurezza dei luoghi di lavoro sia stato da sempre una priorità nelle nostre battaglie sindacali, ribadiamo oggi con ancora più forza, dopo i tragici avvenimenti accaduti in provincia, la necessità di attivarsi, anche a dimostrazione della Sua sensibilità a questi argomenti, convocando quanto prima la riunione".

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