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Nicastro in commissione: "Banca Etruria a dicembre 2016 in grave crisi di liquidità, poi la ripresa"

Nuova seduta per la commissione d'inchiesta parlamentare sul sistema bancario. Dopo l'audizione tanto discussa del procuratore Roberto Rossi oggi è il turno di Roberto Nicastro che è stato presidente delle quattro good bank tra cui la Nuova Banca...

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Nuova seduta per la commissione d'inchiesta parlamentare sul sistema bancario. Dopo l'audizione tanto discussa del procuratore Roberto Rossi oggi è il turno di Roberto Nicastro che è stato presidente delle quattro good bank tra cui la Nuova Banca Etruria dal giorno della risoluzione.

Nicastro ha portato con sé una ventina di tavole che compongono un documento spiegando il percorso che lo ha riguardato.

"Ho presieduto i quattro enti ponte dal 22 novembre e fino alle cessioni - ha detto in esordio Nicastro che ha aggiunto - il documento è composto da fonti di enti pubblici, ma in alcuni passaggi forse sarà necessario mantenerli privati."

Il Presidente della commissione Casini ha spiegato il meccanismo per poter segretare parte dell'udienza qualora fosse necessario.

I primi dati:

"Per le quattro banche parliamo di un milione di clienti, 30 miliardi di attivi. Banca Etruria pesava per un quarto rispetto al tutto. Nella seconda tabella una fotografia della situazione patrimoniale: vicino allo zero per quasi tutte le banche, 20 milioni in Banca Etrruia alla vigilia della risoluzione. Poi la quantità delle sofferenze: 5 miliardi per Banca Marche, 2 miliardi di Banca Etruria, 1 miliardo e 600 per Carife e 600 mila per CariChieti. Nei bilanci delle banche ponte sono rimasti gli incagli, 3 miliardi in Banca Marche, 800 milioni in Banca Etruria. Il rapporto tra costi e ricavi era sopra il 100% in tutte e quattro le banche mentre dovrebbe essere al 50/60%."

Quale fotografia emerge?

Abbiamo una fotografia in cui Banca Marche rappresentava il problema principale per la dimensione, per le sofferenze cedute e quelle rimaste, Cari Ferrara problema principale relativo perché era piccolina, ma stava peggio di tutte. Le sofferenze sono state cedute a una valutazione preliminare concordata con D.G. Competition al 17,6 %, la valutazione analitica definitiva la portò al 22,5%."

A questo punto Nicastro chiede che la seduta diventi segreta. Un passaggio al silenzio che dura 3 minuti.

Si riprende da pagina 4 alle 10:56

Sempre Nicastro: "Dalla risoluzione sono nate 3 entità diverse: enti ponte ricapitalizzati, privi di sofferenze, ma con gli incagli, controllati dall'autorità di risoluzione di Banca d'Italia, poi la bad bank, la Rev incaricata di gestire i 10 miliardi di sofferenze che gli erano state trasferite e che aveva un capitale minimo di 136 milioni, infine 4 entità residuali in liquidazione, le scatole rimaste con solo le perdite pregresse e un credito verso l'autorità di risoluzione."

"Con la risoluzione intervenne come sapete il burder sharing, l'azzeramento dei diritti di azionisti e obbligazionisti subordinati che determinarono un costo iniziale di intervento, un totale di 4 miliardi e mezzo ripartiti così: 100 milioni il costo per azionisti (sostanzialmente basso visto che le azioni si erano già quasi del tutto svalutate), 800 milioni di obbligazioni subordinate, di cui 400 milioni di investitori istituzionali, 400 milioni da clientela retail. Quest'ultimi oggetto di decreti di rimborso che si stanno realizzando ancora, pagati dal fondo interbancario di tutela e garanzia depositi, il fidt ha corrisposto finora 170 milioni e il percorso non è ancora completato. Poi c'è il fondo gestito da Anac: che si occupa delle richieste di arbitrato, richieste per 80 milioni di euro di indennizzi. Per i retail alla fine il costo sarà molto inferiore ai 400 mila."

"La cifra di 3,6 miliardi messi in campo dal Fidt per coprire la risoluzione è il costo che viene ad essere nei fatti corrisposto dalle banche che hanno contribuito, il contribuente non ha impatto dalla risoluzione."

Gli attori della vicenda:

"Primo attore il Fondo di Risoluzione, la vigilanza di Banca d'Italia, D.G. Comptetion, la Commissione dell'Unione Europea per approvare e valutare il piano di risoluzione e aiuti di stato, il Ministero dell'Economia e della Finanza, la BCE, la Vigilanza della Bce."

Siamo ora alla pagina 7, al momento della risoluzione l'obiettivo era la cessione delle 4 good bank entro il 30 aprile 2016 con procedura aperta e competitiva, in un quadro che prevedeva tra l'altro vincoli ad esempio al governo di fornire liquidità a enti ponte e qualsiasi divieto di intervento nei confronti di chi aveva subito il burder sharing. La mancata cessione nei termini avrebbe portato alla loro liquidazione un evento da scongiurare in tutti i modi possibili, che avrebbe avuto un impatto estremamente materiale su tutti gli stakeholder e sui territori e contagiante per altre banche fragili, con potenziali perdite per piccoli risparmiatori, per imprese che sarebbero state chiamate a rientrare, perdita di posti di lavoro."

A questo punto Nicastro chiede nuova segretazione che dura sei minuti.

Quanto torna l'audio siamo alla tavola 9 che esplica le attività durante la risoluzione:

"Il primo compito era quello di stabilizzare la liquidità delle banche, ante risoluzione c'era una crisi di liquidità, il momento più critico fu a dicembre 2016, con Banca Etruria che nell'occhio del ciclone ebbe una crisi di liquidità che ci portò ad avere ben 7/8 giorni di liquidità residua, con il rischio di chiusura con effetti a catena, questa crisi fu poi superata nel momento con cui si abbassò l'attenzione mediatica e con il lavoro intenso svolto dalle persone nelle filiali."

"Portammo avanti un lavoro di preparazione per la cessione di natura contabile e di natura fiscale, fu possibile approvare i bilanci solo a maggio vi erano infatti incognite su come trattare le svalutazioni originati dalla risoluzione. Portammo attenzione al portafoglio di incagli che si mostrarono non desiderati dai compratori e si avviò la cessione di 2 miliardi e mezzo di Npl.

"Il terzo aspetto fu quello di supportare i risparmiatori che avevano subito burder sharing, con la predisposizione della documentazione perle richieste di indennizzi, abbiamo lavorato per far ripartire il credito nel territorio, distribuendo un miliardo di mutui in un anno."

Dopo aver ripercorso anche tutti i passaggi che portarono alla cessione della 4 goob bank Nicastro si è messo a disposizione per le domande dei parlamentari presenti.

Il primo intervento è del presidente Casini che chiede se le condizioni della banche effettivamente, secondo Nicastro necessitavano di una risoluzione:

"Le banche era sull'orlo del dissesto, causa la mole degli incagli e di deteriorati, mentre in passato dove si realizzavano dei dissesti si trovavano interventi di altre banche a salvare, poi non è stato così. Gli isituti erano sul mercato anche durante i loro commissariamenti, ma nessuno le comprava. Era significativa la presenza di crediti fuori territorio da parte di banche locali, il 30% del portagolio passato alla Rev era relativo a imprenditori al di fuori delle province di origine, è un indizio chiave.

La domanda successiva è sul ruolo dell'Europa e qui la seduta viene segretata su richiesta di Nicastro per 3 minuti. Chi interviene per qualche minuto successivamente ribadisce la necessità di convocare la presidente della Commissione Ue per la concorrenza e la stabilità finanziaria Margrethe Vestager e la D.G. competition "ne va della dignità della commissione d'inchiesta".

Seguono altri due momenti in cui audio e video non sono attivi, le domande vertono sulla valutazione al 22% degli Npl e su ulteriori approfondimento sul ruolo della commissione europea e i crediti deteriorati.

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