Nell’Aretino i migranti bastano ed avanzano

Per chi come noi ha il senso della carità cristiana, ed è nato in una terra dove la solidarietà è un valore assorbito con il latte materno, dispiace dover dire certe cose. Ma la fuga dalla realtà non serve a niente, e a nessuno. L’afflusso di...

Un gruppo di migranti su un barcone (foto d'archivio)

Per chi come noi ha il senso della carità cristiana, ed è nato in una terra dove la solidarietà è un valore assorbito con il latte materno, dispiace dover dire certe cose. Ma la fuga dalla realtà non serve a niente, e a nessuno. L’afflusso di migranti che da troppo tempo su abbatte indisturbato sulle nostre coste, e poi a caduta sulle nostre città e sui nostri paesi, deve cessare. Deve essere chiaro che l’Italia non è nelle condizioni economiche per poter accogliere un numero sempre crescente di persone da dover mantenere per un tempo lunghissimo. Perché è risibile qualunque ipotesi di generalizzata – e reale - integrazione nel tessuto produttivo, almeno nel medio termine, visto che non ci sono occupazioni sufficienti neanche per i nostri concittadini. Ed anche leggere delle amenità secondo le quali i migranti sarebbero in qualche modo determinanti per il pagamento delle nostre pensioni non contribuisce a risolvere i problemi. A parte il fatto che se andiamo avanti così le future pensioni, migranti o non migranti, saranno di importi da fame grazie alle politiche di Lorsignori, come si fa a sorvolare sui costi sociali che i migranti portano nell’immediato, cioè qui ed ora? Vogliamo parlare dei costi per la sicurezza e per il grande impegno delle Forze dell’Ordine, alle quali va il nostro imperituro ringraziamento, per esempio? Ed anche la ridicola novella secondo la quale i costi sarebbero sostenuti dall’Unione europea deve essere smentita. L’Italia da sempre manda più denari in Unione europea di quelli che riceve indietro, anche se qualcuno di Lorsignori sembra essersene accorto soltanto da qualche giorno. Quindi, qualunque contributo arrivi, è soltanto l’ennesima presa in giro della restituzione di una piccolissima parte dei nostri soldi. Ma torniamo ai migranti. E’ di tutta evidenza che l’Italia è stata sostituita alla Libia nella politica europea di contenimento dei migranti. Politica non detta e neppure scritta, anzi respinta con falso sdegno come è ovvio, ma che emerge dalla cruda realtà dei fatti. E come dimostrano le frontiere chiuse manu militari ai nostri confini. Prima i migranti si fermavano in Libia, ora si fermano in Italia, per Berlino cambia poco: si tratta solo di rafforzare un po’ di più la vigilanza ai propri confini nazionali allargati, cioè al Brennero. E, proprio come veniva fatto con la Libia, ogni tanto ci viene allungata una mancetta, vuoi sotto forma di qualche soldo in più seppur sempre dei nostri, vuoi sotto forma di un minor strangolamento nei conti dello Stato da parte delle burocrazie europee. Un trattamento forse da paese in via di sviluppo, ed alla faccia delle bubbole sulla fratellanza europea. Per averne l’ennesima prova basta ricordarsi che gli altri stati europei avrebbero dovuto accogliere i migranti sbarcati in Italia, mentre l’unico risultato concreto è stata la chiusura delle frontiere con dovizia di filo spinato e di cani poliziotto, e con tanti saluti al “sacro” trattato di Schengen andato di filata nel secchio dell’immondizia secondo i comodi dei veri padroni del vapore. D’altra parte, se è vero come sembra che questa situazione è dovute a scemate sottoscritte dal passato governo italiano, ogni commento è superfluo. E fanno bene i sindaci a denunciare l’impossibilità per i territori di accogliere altri migranti. Perché continuare a far ipocritamente finta di non vedere che ce ne sono troppi - talvolta anche in gruppi significativi - a spasso senza avere niente da fare nei parchi e nelle piazze? Ora fa un po’ caldo, ma spesso per Arezzo è sufficiente dare una occhiata al Campo di Marte, al Colle del Pionta, ecc. Quindi sarebbe bene che i parlamentari senza distinzioni politiche, unitamente agli organi dello Stato, si facessero con forza portatori presso il Governo dei disagi dei territori. Anche alcuni grandi comuni della Toscana stanno tirando la testa fuori della sabbia iniziando a battere i pugni sul tavolo. Probabilmente, si perdoni la digressione, qualcuno si sta accorgendo che le continue fughe dalla realtà portano a perdere elezioni e referendum a raffica. Attività, quindi, che potrebbe essere di grande aiuto e sostegno alla diversa politica che sembra aver iniziato l’attuale Governo nella persona del ministro Marco Minniti, di sicuro il miglior Ministro degli Interni da tanti, troppi, anni. Finalmente sembra che si stia uscendo da una beota e remissiva passività per passare ad una diversa, e ben più incisiva, azione nei confronti dell’Unione europea. Politica che va incontro anche all’interesse dei migranti stessi che, insistendo nel passivo tollerantismo, continuerebbero ad accalcarsi nei barconi ponendo, purtroppo, troppo spesso a rischio la loro stessa vita. E per concludere non sarà mai sufficientemente chiaro quanto l’Unione europea sia soltanto un mercato comune – e poco di più – dove tutto viene contrattato con rapporti di forza, come i nostri risparmiatori espropriati della vecchia Banca Etruria e delle altre banche possono ben testimoniare. Ancora non si è ancora capito – o voluto capire – che senza l’Italia tanto l’Unione europea quanto l’Euro durerebbero poche ore. Ed anche in tema di migranti, ma come su qualunque altro argomento, questa è un’arma colossale di pressione, o se si preferisce di ricatto perché l’Unione europea vive di ricatti seppur mascherati da trattative, in mano a chi avrà il coraggio di impugnarla con la necessaria determinazione. Il coraggio fa la differenza nella vita. Sempre.

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