Musicoterapia: le note che aiutano a crescere

Il progetto del Comitato di neonatologia ha adesso anche il sostegno di Estra e Coingas

Sono piccoli, talvolta piccolissimi. Sono nati prematuri. Gli altri sono rimasti, tranquilli e protetti, nell’utero materno fino alle 40 settimane. Loro hanno “fatto le valigie” con largo anticipo e il nuovo ambiente non è egualmente confortevole.

Ad di là delle singole e specifiche condizioni – ricorda il dottor Pier Giorgio D’Ascola, Presidente del Comitato Aretino Neonatologia - sono costretti a monitoraggi e controlli frequenti. Il loro naturale ritmo del sonno viene variato e perfino il cambio del pannolino può risultare un fastidio”.

Questi bambini hanno quindi bisogno di particolari attenzioni.

Da una lato ci sono le tecnologie necessarie per le quali il Comitato, da ormai 20 anni, sta raccogliendo fondi – ricorda D’Ascola. Mi limito a citare i ventilatori meccanici, il congelatore per la banca del latte umano che viene donato, i tiralatte e, nostro ultimo acquisto, un’incubatrice. Ma sia i bambini che i loro genitori hanno bisogno anche di altro. Da qui i nostri progetti, l’ultimo dei quali è quello per la musicoterapica. La voce dei genitori e la musica favoriscono la creazione di nuove connessione neuronali: il cervello si sviluppa fino a 3 anni. L'intervento musicoterapico si propone di contribuire alla crescita globale del bambino coinvolgendo attivamente i genitori, attraverso il potenziale comunicativo della terapia musicale che trova coesione nell'approccio creativo tramite il suono e la sua elaborazione. In questi progetti, che abbiamo condiviso con la Regione Toscana, abbiamo ottenuto prima la collaborazione di Chimet e del Circolo Tennis Giotto e adesso quelle delle aziende Estra e Coingas”.

Una collaborazione che nasce dalla consapevolezza della particolare situazione di queste famiglie. “Estra è un’impresa che si è formata in questi territori e che opera in funzione delle comunità locali che hanno contribuito alla sua costituzione – ricorda il Presidente Francesco Macrì. I genitori che hanno un prematuro o un neonato ricoverato in ospedale, vivono una delle peggiori situazioni emotive che si possa immaginare. Vedono a rischio ciò che hanno di più prezioso e possono fare ben poco per lui. Ogni progetto che li aiuti e possa contribuire al futuro del bambino merita assolutamente di essere sostenuto”.

Il Comitato aiuta i piccoli ma sostiene anche le famiglie. “Ansia e angoscia sono i sentimenti costanti – ricorda la vice Presidente Anna CereaI genitori non possono fare molto, vivono sostanzialmente all’interno dell’ospedale, i ritmi della loro vita non sono più quelli normali ma quelli dettati dall’organizzazione ospedaliera con la costante necessità di stare quanto più possibile vicino al figlio”.

Da qui una serie di iniziative del Comitato in funzione proprio dei genitori: dalla colazione insieme alla merenda nei giorni di sole. Ad attività quali la musicoterapica. “Abbiamo la collaborazione di Gianni Cipriani, Presidente dell'Associazione professionale toscana di musicoterapia, che si è specializzato in questo tipo di attività che si è dimostrata utile sia ai bambini che alle loro famiglie – commenta D’AscolaCrea anche relazioni e “allenta” la tensione che normalmente è presente in ospedale, soprattutto in alcuni reparti e in alcune situazioni”.

Il Comitato sta adesso lavorando ad un appuntamento, quello del 17 novembre che sarà la Giornata mondiale della prematurità. "Promossa dalla Società italiana di neonatologia e dal Ministero della salute - ricorda Cerea -  è stata istituita nel 2008 ed è riconosciuta dal Parlamento europeo. Sarà l’occasione, anche ad Arezzo, per sensibilizzare le persone sul tema dei neonati pretermine e per evidenziare il valore della prevenzione dei fattori di rischio che possono favorire il verificarsi della prematurità".

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