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L'intervista / Via Monte Cervino

Mugnai lascia la guida della Cgil: "Il lavoro torni nell'agenda politica locale". In arrivo Tracchi della Fiom

Assemblea provinciale il 13 gennaio all'Hotel Minerva, Mugnai aprirà gli interventi, poi il regionale presenterà la candidatura che si appresta ad essere nel segno della continuità. L'intervista al segretario uscente

Dopo 8 anni Alessandro Mugnai termina il suo secondo mandato alla guida della Cgil. La data di chiusura è imminente, quella del 13 gennaio, giovedì, quando alle 10 avrà inizio l'assemblea provinciale che si concluderà con l'elezione del suo successore. L'organizzazione sindacale è al lavoro per l'importante appuntamento che secondo voci insistenti vedrebbe salire al vertice della segreteria provinciale l'attuale portavoce della Fiom, Alessandro Tracchi.

Ma questo è soprattutto il momento di un bilancio sindacale e personale per Mugnai che da commesso di un supermercato si è ritrovato a dirigere un sindacato, grande, complesso e da sviluppare nel solco dei cambiamenti della comunità in cui è calato. La Cgil provinciale sfiora oggi i 50mila iscritti e la sua presenza sul territorio è articolata in 22 Camere del lavoro alle quali si aggiungono le sedi di riferimento in ogni comune.

Mugnai è stato eletto segretario provinciale nel 2013 e confermato nel XX congresso del 2018, poi ha vissuto con il sindacato gli ultimi anni caratterizzati dalla pandemia che hanno sconvolto e intensificato le stesse attività sindacali. Ricordi tanti, anche qualche delusione con la consapevolezza che il sindacato ha molto lavoro da fare anche dentro di sè. Quattro i momento più intensi che cita e che hanno una base unica "quando siamo riusciti a coinvolgere le persone nei loro interessi e nei loro bisogni e hanno visto nella Cgil un bene comune, come la battaglia per le scuole per l'infanzia, come il sostegno dato alla gente truffata dal crack Banca Etruria, come il percorso fatto per migliorare la vita delle persone condizionata dal vivere sotto un tetto in amianto. Perché - aggiunge Mugnai - le persone non si difendono solo nel posto di lavoro, ora non c'è solo il salario fragile, e l'Italia ha il più basso rispetto ai paesi europei, ma un caro vita che aumenta anche per beni di prima necessita come l'energia, gli alimentari, quindi noi dobbiamo avere una funzione sociale, nel tutelare la popolazione, i pensionati, i precari e i giovani che cercano occupazione."

E come quarta citazione il periodo del Covid: "Il ricordo forte più recente è quello di tante persone che avevamo fuori dai cancelli che ci portavano i loro documenti per chiedere i buoni spesa o per capire perché si stesse bloccando il loro sostentamento dato dal reddito di cittadinanza, noi ci siamo attrezzati con i guanti e un po' di strizza, aprendo i cancelli e con grande soddisfazione servire tanta gente, questo deve fare un sindacato."

E poi ci sono anche le delusioni tra le quali prevale quella che riguarda il contesto istituzionali con il quale il sindacato si è confrontato: "Sì, la condizione di inadeguatezza del sistema polico istituzionale del nostro territorio, partendo dalle amministrazioni comunali, fino ai partiti, tranne rarissime eccezioni di sindaci ed esponenti, è impressionante quanto il lavoro sia stato dimenticato da tutti nella sua fomra e nel suo indirizzo costituzionale, la delusione è stata vedere una completa difficoltà e mancanza di interesse nel mettere insieme i cocci e riprogettare il sistema produttivo, da tutti i punti di vista" commenta amaramente Mugnai.

E adesso? C'è un'eredità importante che resta al successore dopo questi due mandati. "E' stato un periodo di grande impegno per me, la Cgil è una grandissima famiglia di compagne e di compagni, un valore assoluto moderno e inossidabile, ma poi a casa sei da solo e ti porti il peso, tanta roba. Adesso grazie alla collaborazione di tutti lascio una Cgil che sta bene dal punto di vista strutturale e organizzativo, mi prendo il diritto di dirlo, la sede è patrimonio di tutti è ben mantenuta e riorganizzata con tanti servizi e complessi." Per il futuro? "La speranza è quella che l'organizzazione veramente si lasci alle spalle l'eccessivo dirigentismo che rischia di portarla a essere autoreferenziale, la Cgil deve essere percepita come patrimonio collettivo, dei lavatori e dei pensionati iscritti."

L'assemblea della Cgil che si riunirà all'Hotel Minerva si aprirà alle 10 con l'intervento di Alessandro Mugnai e si terrà contemporaneamente sia in presenza che on line per permettere la più ampia partecipazione possibile alla discussione e al voto. Quindi la segretaria regionale Dalila Angelini, a nome del centro regolatore, proporrà agli 89 componenti l'assemblea, il nome del candidato a segretario provinciale. Dopo il suo intervento con l'illustrazione del programma di mandato, ci sarà il voto. Come prevede il regolamento della Cgil per Mugnai arriva dunque il momento di cedere il passo, ma se andrà in porto quanto si vocifera, il cambiamento sarà nel segno della continuità.

"Io intanto mi metto a disposizione dell'organizzazione - spiega Mugnai con un'ultima riflessione  - da commesso della Coop, aver fatto il segretario provinciale di un sindacato non lo avrei mai immaginato. Anche questo la Cgil ti offre."

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