Martedì, 15 Giugno 2021
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Morì annegato nell'Archiano, in sua memoria apre la "Casa di Adama": "Ospiterà migranti"

Adama annegò la scorsa estate a Partina: per i casentinesi è divenuto un simbolo di integrazione. Oggi accoglienza in suo nome

Adama era arrivato a Partina con un carico di speranza. Alle spalle aveva la drammatica fuga dal Gambia, di fronte a se il futuro. Ma ogni sogno fu spazzato via da un tragico incidente. Era il 18 luglio scorso quando il giovane perse la vita annegando nell'Archiano. La comunità casentinese fu fortemente provata da questa tragedia. E oggi in sua memoria le porte di un appartamento - "La casa di Adama" - si apriranno per tutti coloro che hanno ottenuto la protezione umanitaria ed hanno un legame già forte con il territorio casentinese.

Partina piange Adama

E' questa la toccante iniziativa realizzata dall'Associazione Tahoma che ha voluto ricordare il giovanissimo migrante scomparso con un gesto concreto. L'appartamento è stato realizzato per tamponare le emergenze che potrebbero verificarsi all’indomani della “Legge Salvini” "la cui prima e più grave conseguenza - spiegano -  è la preclusione al sistema di seconda accoglienza Sprar (adesso Siproimi) per i migranti a cui è stata riconosciuta la protezione umanitaria".

“I problemi creati dalla Legge Salvini sono tanti - commenta Melina Paluani presidente dell’Associazione Tahomà - La nostra associazione si è posta subito il problema di quegli ospiti oggi impegnati in attività lavorative quali tirocini formativi o servizio civile. Si tratta di attività che per loro natura devono essere svolte nel luogo di residenza. Fino a pochi mesi fa questi ragazzi avrebbero avuto diritto ad una seconda accoglienza, adesso, senza un luogo in cui andare, sarebbero stati destinati a perdere tutto il percorso sino ora intrapreso”.

Così l'associazione ha deciso di affittare una casa a Bibbiena per aiutare questi giovani legati ormai al territorio da vincoli di studio o lavorativi "per dare un appoggio - spiega Paulani - a tutti coloro che hanno ottenuto la protezione umanitaria e che otterranno la protezione per casi speciali ma, che per effetto dei recenti cambiamenti introdotti con il Decreto, non hanno più diritto ad accedere alla rete Sprar/Siproimi, ovvero senza un tetto e tutti quei supporti che aiutano le persone già inserite in contesti di studio o lavorativi a continuare in modo virtuoso gli stessi, quindi a favorire un’ integrazione vera evitando nel contempo tensioni sociali”.

La Casa di Adama ha all’attivo sei posti letto, di cui uno già occupato da un giovane che ha un impegno lavorativo.

"Adama è stato un po’ il simbolo dei migranti bibbienesi e casentinesi presi in carico da Tahomà: persone entusiaste, desiderose di imparare, di lavorare e di sentirsi a casa e seguite agli operatori dell’Associazione che, con questo progetto, vuole gettare un seme di speranza per il futuro, ma anche un grido di allarme per il presente, un grido che non viene da oltre il mare, ma dal territorio stesso". 

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