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Morti in Rsa, Spi Cgil: "queste residenze vanno radicalmente trasformate"

Lo Spi Cgil chiede a Regioni e Comuni una nuova strategia per le Rsa

"Anche la seconda ondata Covid ha avuto in una Rsa il suo cuore oscuro. Un alto numero di casi positivi e alcuni decessi. Stavolta è stato il turno della Pia Casa di Arezzo, luogo storico che si è sempre legato alla condizione degli anziani nella città. Confidiamo nel fatto che anche in questo caso si sia fatto tutto quello che era possibile. Una considerazione è comunque inevitabile: deve essere radicalmente rivisto il sistema della residenze per anziani." Si esprime così Giancarlo Gambineri, presidente dello Spi Cgil di Arezzo.

"E per revisione intendiamo: dimensione, numero dei posti letto, assistenza medica interna, protocolli di sicurezza, alta formazione del personale, inserimento nel contesto sociale del territorio. Le Rsa sono state per troppo tempo luoghi di contenimento e isolamento degli anziani. Il Covid ha reso evidente  la fragilità non solo degli ospiti ma anche delle strutture. Lo Spi invita la Regione Toscana e i Comuni a programmare in modo nuovo le loro politiche sociali e, in particolare, quelle destinate agli anziani. Oggi è il Covid, domani potrebbe essere un'altra emergenza. Le strutture di "confine", quelle più esposte ad emergenze come il Covid ed è il caso delle Rsa, devono essere ripensate. Subito e non tra qualche mese."

Rsa, ma anche vaccini

"Difendere gli anziani fragili e intensificare la campagna vaccinale sono le priorità. Lo Spi Cgil invita non solo i propri iscritti ma tutti i cittadini a fare il vaccino. La campagna per gli over 80 deve essere intensificata e ai medici di base devono essere fornite le dosi necessarie in tempi rapidi. Particolare attenzione deve essere dedicata agli anziani più fragili per i quale vanno programmate le vaccinazioni a domicilio."

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