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Morti bianche: 81 vittime in un anno. Comune e Provincia: "E' necessario fare di più"

Le istituzioni locali rinnovano il proprio impegno al fianco delle famiglie delle vittime. "Bisogna fare un passo in avanti, facendo più formazione sul valore della sicurezza"

Ottantuno sagome bianche e rosse.
Tante sono le morti bianche che, nel solo 2018, hanno segnato per la storia della Toscana.

E' stato in piazza San Jacopo che l'Unione generale del lavoro ha voluto ricordare le vittime di incidenti sul posto di lavoro. Una manifestazione semplice e silenziosa che ha avuto come scopo quello di sensibilizzare la popolazione su una delle piaghe più dolorose e terribili della storia contemporanea.

Installate le sagome di 81 morti sul lavoro in piazza ad Arezzo

Ampia anche l'adesione da parte delle istituzioni locali.

L’assessore Lucia Tanti, in rappresentanza del sindaco e del comune di Arezzo, ha partecipato alla manifestazione “Lavorare per vivere”.

“Purtroppo impegni istituzionali non rimandabili mi hanno impedito di presenziare alla manifestazione, i cui contenuti rappresentano una priorità per l’amministrazione comunale. I numeri relativi alle morti bianche sono in crescita – ha commentato il sindaco Alessandro Ghinelli – e questo tragico fenomeno non può lasciarci indifferenti. Più cultura della sicurezza significa anche maggiore dignità del lavoro ed è un obiettivo su cui il Comune ha intenzione di impegnarsi a fondo, in sinergia con le associazioni sindacali e con le istituzioni nazionali”.

L’assessore Lucia Tanti ha spiegato: “Quella di sabato è stata un’esperienza toccante che deve spingerci a un cambio di marcia nell’affrontare un problema non più rimandabile. I recenti fatti di cronaca che si sono verificati anche ad Arezzo, purtroppo, lo dimostrano. Ho incontrato  persone che hanno dovuto sopportare la morte di un familiare e abbiamo concordato un incontro in tempi brevi: l’intenzione della giunta, nonostante normative molto complesse, è di avviare un percorso che renda il Comune di Arezzo un alleato, un punto di riferimento e un sostegno per queste famiglie”.

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Parole di plauso per l'iniziativa sono arrivate anche dalla presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini, da sempre fortemente sensibile a queste tematiche, e che proprio di recente ha partecipato, come relatrice, all’iniziativa dell’Anmil nel corso della 69° giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, svoltasi lo scorso 13 ottobre.

"E’ una manifestazione che non ha colore politico e che riguarda l’intera società, per questo ringrazio Ugl per aver riportato all’attenzione la problematica degli incidenti, spesso mortali nei luoghi di lavoro e dal quale nessuno di noi può esimersi di affrontare e risolvere. Attraverso queste sagome bianche in giro per le piazze italiane, e’ un modo per sensibilizzare l'opinione pubblica sul triste fenomeno delle “morti bianche”, ma soprattutto mi auguro che si possa fare veramente qualcosa di reale per fermarle. Quando si parla di sicurezza nei luoghi di lavoro, mi vengono purtroppo in mete le tante vite spezzate, per la causa lavoro; un numero purtroppo in crescita, troppo alto per una società, che si definisce all’avanguardia con tecnologie sempre più evolute. E’ insostenibile, inaccettabile che ancora oggi, ci siano uomini e donne che ogni anno nel mondo muoiono sul posto di lavoro. Molte vite potrebbero essere salvate semplicemente applicando fino in fondo le leggi vigenti; ma soprattutto, facendo crescere una cultura della sicurezza che ancora oggi non è sufficientemente radicata. Nel nostro territorio da molti anni, si registra un’ attenzione verso questa tematica, sia da parte delle Istituzioni che da parte dei datori di lavoro e anche degli stessi lavoratori, ma evidentemente non basta. E’ necessario fare ancora di più, sia in termini di prevenzione, ma anche e soprattutto in conseguenza in fase di accesso, che non prevede spesso particolari percorsi formativi e informativi. Ogni attività umana comporta dei rischi e molti si possono prevedere ed evitare. Bisogna fare un passo in avanti, facendo più formazione sul valore della sicurezza e applicare ogni processo per debellare questa piaga”.

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