Lunedì, 21 Giugno 2021
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"Niente vaccino anti Covid a mio figlio: gli avevano riservato quello non adatto". La storia di Gessica "soggetto fragile"

La testimonianza di Gessica Chini che, dopo aver indicato il marito e il figlio come conviventi/caregiver, ha dovuto fare i conti con più di una problematica riguardante l'accesso alla vaccinazione

Gessica ha 47 anni, insieme ai due figli, di 17 e 10 anni, e al marito vive in Casentino. Come molti altri cittadini nell'ultimo anno ha dovuto confrontarsi con la "nuova normalità" dettata dall'emergenza sanitaria Covid-19 cambiando abitudini e conformandosi alle direttive governative. Un protocollo invariato anche con l'avvio della campagna vaccinale che, come noto, ha seguito una scaletta per fascie di età ben precisa. Appartenendo lei alla categoria dei soggetti fragili per patologia ha potuto accedere - "non senza difficoltà" ricorda - all'agenda delle prenotazioni in tempi abbastanza rapidi e poco meno di un mese fa le è stata inoculata la prima dose di vaccino Moderna. A breve inoltre completerà il suo processo di immunizzazione ricevendo anche la seconda dose. Un iter standard molto simile a quello di tanti altri ma con un risvolto rocambolesco. I problemi sono arrivati insieme all'sms con il quale le sono stati inviati i codici utili alla prenotazione del vaccino per i suoi familiari che, in quanto conviventi di soggetto fragile, avrebbero avuto la possibilità di sottoporsi alla vaccinazione. Qui la situazione, almeno per uno dei compoenti del suo nucleo familiare, si è fatta davvero intricata.

Partiamo dall'inizio. Gessica il 26 marzo si iscrive all'elenco dei soggetti fragili. Come noto, nelle procedure di registrazione, il cittadino deve indicare se vive con altre persone (conviventi e/o caregiver). "Inizialmente ho fornito il nome di tutti compreso quello della piccolina - spiega - Non sapevo che tutti i vaccini contro Covid autorizzati fino a oggi sono stati approvati per la somministrazione a persone di età superiore ai 18 anni e che l'unica eccezione fosse il Pfizer/BioNtech (il cui utilizzo nella fascia di età fra 16 e 18 anni è stato approvato dalle principali agenzie regolatorie, tra cui Agenzia italiana del farmaco e la Fda ndr). Nonostante questo sono stata prontamente corretta dal sistema che, una volta digitato il codice fiscale di mia figlia siegandomi quanto detto, ha rifiutato il suo nominativo. Così, ho lasciato inserito i dati di mio figlio e mio marito ed ho completato senza problemi la registrazione. Poco dopo sono stata contattata dalla Asl che mi ha in carico ed ho avviato il mio percorso di immunizzazione sottoponendomi alla prima dose di vaccino. Lunedì 3 maggio invece ho ricevuto via sms i codici con cui richiedere l'appuntamento anche a mio marito e mio figlio. Una buona notizia che mi ha trovato subito pronta".

A questo punto che inizia l'odissea di Gessica e della sua famiglia. Sì perché, come accaduto anche ad altri cittadini, ha dovuto fare i conti con le numerose problematiche di accesso al portale verificatesi durante il click day del 3 maggio scorso. "Mezzora dopo l'arrivo dell'sms mi sono collegata al sito della Regione Toscana - racconta - non sono riuscita a trovare posti liberi così, dopo ore di tentativi, ho staccato e ritentato la sera. Niente. Stessa storia nei giorni seguenti finché ho chiamato il numero verde. L'operatore mi conferma che ci sono posti a disposizione ma solo a Portoferraio (Isola d'Elba). Ho rifiutato perché impossibilitata ad organizzare il trasferimento. L'indomani ho ricontattato la stessa linea e sono riuscita a trovare due posti disponibili per la domenica 9 maggio. Ore 14,21 e ore 14,22 al Nelson Mandela a Firenze". A questo punto Gessica conferma la prenotazione, compila la documentazione richiesta e si organizza insieme a figlio e marito per presentarsi all'appuntamento. "Arrivati mio marito e mio figlio vengono fatti entrare dentro alla struttura mentre io rimangono ad attenderli fuori - spiega - alcuni minuti dopo mio figlio mi contatta telefonicamente e mi comunica che non gli faranno il vaccino perché, essendo minorenne, non può ricevere il Moderna ma il Pfizer". A questo punto Gessica si è confrontata con i sanitari chiedendo spiegazioni cercando di comprendere come poter risolvere la situazione. "L'operatrice mi ha risposto che avrei potuto dare il consenso all'inoculazione assumendomene la responsabilità oppure, ritornare il giorno dopo per vedere se vi fossero dosi di Pfizer non utilizzate presentando mio figlio come riserva. Vi lascio immaginare la mia ira. Ho spiegato che la scelta del tipo di vaccino non era mia. Avendo fatto la registrazione in maniera corretta e avendo fornito le generalità anagrafiche di mio figlio, ho supposto che chi di competenza sapesse quale vaccino utilizzare su un ragazzo di 17 anni. Inoltre ho fatto presente che abitando a 60 chilometri di distanza e lavorando, né io né mio marito, avremmo potuto organizzarci per tornare l'indomani. Niente. Mi è stato detto che quel giorno non sarebbe stato possibile procedere". Amareggiati sono rientrati a casa. "Mio marito per fortuna non ha avuto alcun problema ed ha ricevuto la prima dose - sottolinea - però quanto accaduto a mio figlio non mi è andato affatto giù. Oggi, 10 maggio, ho ricontatto il numero verde e mi è stato confermato che appena sarà possibile mi ridaranno il codice per poter prenotare di nuovo. Quindi io dovrò rifare tutto dal principio e confrontarmi con tutte le difficoltà del caso. Ho scritto anche al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, per far presente la mia situazione. Ad oggi non ho ricevuto risposte soddisfacenti e mi domando: perché devo pagare io per gli errori di altri?".

FAQ Regione Toscana – Persone con elevata fragilità

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