Milano: settima location di Arezzo Wave. Il Festival chiude i ponti con la città: "qui non c'è partita"

Si sono affrontati a colpi di comunicati stampa. Dichiarazioni rilasciate sulle colonne dei giornali. L'ultimo capito riguardante l'annuale dibattito sulla location e sulla fattibilità di Arezzo Wave tra le mura della sua patria natale ha visto il...

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Si sono affrontati a colpi di comunicati stampa. Dichiarazioni rilasciate sulle colonne dei giornali. L'ultimo capito riguardante l'annuale dibattito sulla location e sulla fattibilità di Arezzo Wave tra le mura della sua patria natale ha visto il sindaco Ghinelli e il patron del Love Festival impegnati in un serrato botta e risposta a mezzo stampa. Una schermaglia partita dopo le dichiarazioni rilasciate da Valenti circa le ragioni che lo hanno spinto a fare nuovamente i bagagli e trasferire tutto il Love Festival a Milano.

"Lo faccio - ha dichiarato Valenti in più occasioni e a più riprese - perché in questa città non ci sono le condizioni per poter continuare a progettare qualcosa".

All'affondo, sferrato in una lunga intervista apparsa sulle colonne di Repubblica, ha fatto seguito la replica di Alessandro Ghinelli che al contrario ha dichiarato di non avere "mai negato un appuntamento a Mauro Valenti. L’ultimo che ho in agenda risale al dicembre del 2015. In quell’occasione Valenti parlò con l’assessore alle attività produttive Marcello Comanducci esclusivamente per questioni legale alla titolarità del marchio ‘Arezzo Wave’, in comproprietà con il comune, e al suo utilizzo. L’ultima mail che ho in posta risale al luglio scorso e anche in questo caso aveva per tema l’utilizzo del marchio. In questi sei mesi non è arrivata tuttavia da parte di Valenti alcuna proposta sostanziale. L'amministrazione non possiamo spendere soldi in un festival che, per come è stato organizzato negli ultimi anni, non ha riportato alcun successo. Arezzo Wave è stata una bella idea e un’ottima rassegna musicale ma ormai ha fatto il suo tempo. Ci siamo orientati su altre proposte che, la scorsa estate, ci hanno dato soddisfazione per i consensi ricevuti e dunque proseguiamo per questa strada”

Ma di fatto ormai le valigie sono pronte. Dal 23 al 24 luglio il festival si trasferirà a Milano. Quello del 2017 è di fatto il settimo trasloco negli ultimi dieci anni.

Nel 2007 per la prima volta, Mauro Valenti e tutto il Love Festival decisero di migrare verso Sesto Fiorentino. L'anno successivo vennero accolti a Livorno, dove rimasero per tre edizioni, per poi partire nel 2011 alla volta della Puglia. A Lecce rimasero solo il tempo di un festival poi, dopo lunga trattativa, eccoli di nuovo a casa, ad Arezzo. Nel 2014 è stato il Comune di Civitella in Valdichiana a mettere a disposizione gli spazi della polisportiva di Albergo Oliveto. Fino ad arrivare alle ultime due edizioni che hanno visto nel 2015 la marcia in Pratomagno e l'edizione 'chip and chic' a San Giustino Valdarno. Quest'ultimo trasferimento verso la Lombardia sembra essere davvero il punto di rottura definitivo con Arezzo (almeno per ora). “Quanto ‘comunicato’ dal sindaco Ghinelli non corrisponde al vero ed è triste leggere quanto da lui dichiarato - ha poi ribadito Valenti - Abbiamo tutti i documenti che provano il contrario e come detto più volte per completezza di informazione sono disponibile ad un confronto pubblico utile per chi vuol capire, la cosa bella della verità è che è sempre una sola. In ogni caso non è Arezzo Wave a chiedere niente anzi è il sindaco che dice che Arezzo Wave non gli piace, ma vuole tenersi il marchio”. Eh già perché la questione del marchio resta tutta aperta. Il nome Arezzo Wave è di fatto anche di proprietà dell'amministrazione comunale la quale ne detiene una quota cedutagli gratuitamente dalla Fondazione Arezzo Wave. Non è infatti un caso che negli anni passati fuori dai confini cittadini, il festival aveva modificato il proprio nome in Italia Wave.

"Non mollo - ha dichiarato Valenti - proseguirò la mia battaglia altrove perché qui non c'è campo da gioco, non c'è partita che possiamo giocare".

Dal 31 dicembre scorso anche la storica voce di Arezzo Wave, Radio Wave, ha spento definitivamente gli altoparlati. "Era il megafono del Festival - ha continuato Valenti - ma il festival qui non esiste più e quindi, abbiamo deciso di chiudere definitivamente anche la radio".

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