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Migranti assunti dalla Fraternita: "Così colmiamo l'assenza di braccianti agricoli"

Tre i richiedenti asilo, ospiti del centro di accoglienza della Fraternita dei Laici, sono stati assunti come lavoratori agricoli. Rossi: "Insegniamo un lavoro onesto a loro e ci prendiamo cura delle nostre vigne e oliveti"

Da qualche settimana si trovano impegnati nelle operazioni di mantenimento e cura degli oliveti e vigneti delle tenute di Fraternita. Sono in tutto tre i migranti assunti come braccianti dall'antica istituzione cittadina. "Si tratta - spiega il primo rettore Pier Luigi Rossi - di giovani provenienti dall'Africa e dall'Asia. Abbiamo proposto loro di lavorare presso le nostre tenute agricole e, da un po' di tempo, hanno preso servizio".

I tre ragazzi fanno parte del gruppo di richiedenti asilo accolti dalla Fraternita dei Laici all'interno del proprio cas (centro di accoglienza straordinaria) situato nel comune di Civitella. Qui, da anni, vengono ospitati migranti secondo la ripartizione stabilita dal governo e, successivamente, dalle prefetture locali.

"Quello appena iniziato - spiega ancora il primo rettore Rossi - è un periodo particolarmente intenso per la nostra attività agricola. Le nostre tenute, come noto, si estendono su una superficie di circa 1.000 ettari, situati nei comuni di Arezzo, Civitella in Val di Chiana e Castiglion Fibocchi. Nel corso dei secoli passati, queste terre sono state coltivate con cura, mantenendo un ambiente ideale per la crescita della vite e dell’olivo. All’interno dell’azienda sono presenti due cantine: la prima, di carattere storico, è situata in un edificio risalente ai primi del ‘900 ed è utilizzata per lo stoccaggio e l’invecchiamento in botti di legno e barrique, con locali a temperatura controllata. La seconda cantina, di costruzione più recente, è dedicata alla vinificazione e allo stoccaggio iniziale".

"Al fine di poter effettuare delle operazioni agricole nei nostri terreni - continua Rossi - abbiamo assunto i tre migranti che lavoreranno nella zona dove risiedono. Con questa operazione vogliamo dare anche una risposta sociale permettendo loro l’apprendimento di un lavoro onesto che gli permetta di vivere nel nostro Paese sottraendoli da sfruttamento e da altre situazioni negative. Contestualmente, abbiamo permesso alla nostra azienda agricola di svolgere delle importanti operazioni manuali nei vigneti e negli oliveti per le quali con sempre più difficoltà si trova personale".

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