Medici di Monte San Savino: "Disponibili a parlare del progetto della Casa della Salute"

I medici "sfrattati" scrivono alla Asl. Si tratta dei medici Teresina Finelli, Corrado e Geri Fiorucci e Silvia Redi. Sono direttamente loro che scrivono al dottore di riferimento della Asl

I medici di medicina generale che sono presenti negli ambulatori che la Asl vorrebbe liberare rispondono al dottor Evaristo Giglio che aveva introdotto il tema del progetto della Casa della Salute a Monte San Savino. Si tratta dei medici Teresina Finelli, Corrado e Geri Fiorucci e Silvia Redi. Sono direttamente loro che scrivono al dottore di riferimento della Asl.

"Siamo i 4 medici convenzionati di Monte San Savino. 4 e non 3, come il dottor Giglio evidenzia nel suo comunicato. Le Pec citate erano infatti indirizzate ai medici presenti nell’attuale distretto, medici che non risultano certo professionisti privati. Sono passati dieci mesi da una (ribadiamo una) riunione richiesta dall'assessora Rampini per verificare la possibilità di realizzare la Casa della salute. Quindi un interesse di partenza più politico-amministrativo che aziendale. Quella riunione ci fu presentata come incontro preliminare e se è vero che non ci alzammo con un si deciso è altresì vero che, sicuramente, non ci fu un no netto. Le domande, i dubbi e le perplessità erano molti e concludemmo chiedendo una nuova riunione, allargando il tavolo anche ai colleghi di Civitella. Nell'occasione non vi fu nessun riferimento a uno sfratto, ma la volontà da parte di tutti di cercare e studiare il progetto migliore. In questi 10 mesi non ci siamo rivisti e non crediamo sia colpa di nessuno, siamo stati tutti occupati a gestire un'emergenza sanitaria gravissima, nel migliore dei modi. Non crediamo fosse priorità di nessuno delle parti in causa, visti gli impegni e la situazione che stavamo affrontando. Rimane, quindi, la nostra disponibilità nel valutare un progetto per la realizzazione della Casa della salute e apprezziamo la disponibilità del dott. Giglio a verificare insieme questa proposta. Siamo infatti tutti concordi nel ritenere necessari i lavori alla Rsa, ma è altresì vero che programmando un incontro tutti insieme avremmo saputo trovare soluzioni perfette per le esigenze collettive e la tutela della salute, evitando uno sfratto in un momento particolare dell’anno, come quello invernale e soprattutto in un periodo di pandemia come questo. Chiediamo quindi al dottor Giglio un incontro nel quale poter discutere del progetto e iniziare a definire i nuovi spazi di azione."

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