Martedì, 21 Settembre 2021
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McCurry e lo scatto di un aretino

Riceviamo e pubblichiamo da una nostra lettrice. Sono venuta a conoscenza che in questi giorni, fino al 5 novembre, si tiene la mostra fotografica di Steve McCurry presso il Museo Civico di Sansepolcro. Essendo io stessa una grande appassionata...

mcCurry

Riceviamo e pubblichiamo da una nostra lettrice.

Sono venuta a conoscenza che in questi giorni, fino al 5 novembre, si tiene la mostra fotografica di Steve McCurry presso il Museo Civico di Sansepolcro. Essendo io stessa una grande appassionata di fotografia e avendo avuto la possibilità di incontrare di persona questa icona vivente per eccellenza, mi farebbe piacere condividere con voi la foto che allego, scattata in occasione di un suo incontro pubblico che tenne a Modena.

In quell'occasione McCurry si trovò nella mia città per la presentazione del proprio libro/biografia. Fu un evento emozionante: i suoi racconti di inviato e fotoreporter di guerra, accompagnati dalle sue foto, furono un qualcosa di talmente forte da rapire l'attenzione della platea per tutta la durata dell'evento. Fu come vivere insieme a lui ogni emozione che egli stesso aveva provato attraverso quegli scatti: sembrava di udire gli spari, sentire l'odore acre del fumo quasi a bruciare gli occhi...e poi quegli sguardi di visi sconosciuti, ma talmente penetranti che pareva che da un momento all'altro sarebbero usciti dalla pellicola. Credetemi se vi dico che, nonostante vi fosse un interprete a tradurre la lingua inglese per il pubblico italiano, le foto furono sufficienti a trasmettere il senso di ogni immagine...ed è proprio questo il vero scopo della fotografia!

Al termine di questo incontro pubblico mi diressi ad acquistare il suo libro per farmelo autografare: avevo deciso che quello sarebbe stato il regalo di compleanno per un caro amico, anch'egli appassionato di fotografia. Avevo, inoltre, preso con me la stampa di una delle varie foto scattate da questo mio amico, scegliendola accuratamente tra tutte quelle che amavo maggiormente e che, secondo il mio umile parere, lo rappresentavano al meglio, per mostrarla al Sig. McCurry. Sapevo che non sarebbe stato facile riuscire a strappare qualche minuto in più ad un personaggio di questo spessore, considerata la miriade di gente accalcata attorno al suo tavolo. Attesi pazientemente in coda, facendo passare davanti a me ogni persona che voleva il suo autografo, nella speranza che, essendo l'ultima della fila, forse mi avrebbe dedicato maggiore attenzione. E così fu. Ricordo come ieri quando alzò il suo sguardo ad incrociare il mio: erano gli occhi di un uomo che avevano visto tanto...forse troppo...e probabilmente le sue foto migliori erano proprio quelle che egli non aveva mai scattato...quelle che erano rimaste lì, impresse, come con una matrice, nei suoi occhi. Per un attimo ricordai di Oriana Fallaci: anche lei aveva attraversato quel mondo. Un mondo, quello della fotografia in generale, che al giorno d'oggi è divenuto accessibile a chiunque, nel bene e nel male...e a mio parere svenduto. Già, perché ormai è alla portata di tutti: basta un semplice telefonino per catturare in qualsiasi momento attimi di vita quotidiana, migliorarne le immagini con varie applicazioni e pubblicare lo scatto sul social di turno, per ottenere il plauso di amici e parenti con un banale cuoricino o un pollice in su...penso che la Fallaci bestemmierebbe, oggi, se solo vedesse quanti piatti, tramonti e selfie vengono considerati talmente "emozionanti" da ottenere oltre 100 like!

Io ho un padre che per un certo periodo di tempo ha utilizzato le proprie nozioni di fotografo al servizio anche dell'esercito, mantenendo questa sua passione anche dopo il congedo. Certamente mio padre non è famoso come il Sig.McCurry, ma nel suo piccolo ha tentato di trasmettermi una sola e fondamentale cosa: la Vera fotografia è quella che, attraverso uno scatto, riesce a fermare la storia, raccontarla e trasmettere con quella singola immagine, non solo le emozioni visive del momento, ma anche le percezioni olfattive, uditive e tattili.

Per questo volevo condividere questa foto allegata: perché lo stesso McCurry, con mio grande stupore, si soffermò a guardarla e mi chiese chi l'avesse scattata. Gli spiegai che era stata scattata da un amico. Volle trascrivere una sua dedica speciale sul retro della foto, dopodiché la alzò davanti ai giornalisti presenti e alla sottoscritta, dicendomi in inglese "Digli di non mollare questa sua passione!".

Il primo piano del fotografo mostra la foto scattata proprio da questo mio amico, un ragazzo di Arezzo, che è già stato da voi menzionato in passato per un'altra sua foto.

Mi piacerebbe molto, data la coincidenza e la particolarità di avere allestito una mostra fotografica nella vostra provincia, che si potesse in qualche modo poter integrare questa nuova foto nel vostro portale, tra le vostre notizie, nella maniera che più riterrete appropriata, per dare risalto al territorio legandandolo, di fatto, a un grande fotografo come Steve McCurry, all'evento della mostra, nonché ad un vostro lettore che ha ricevuto il "like" credo più importante per un appassionato di fotografia.

Non è mia intenzione che compaia il mio nome, nel caso decideste di pubblicare questa foto, ma mi farebbe molto piacere se fosse menzionato il nome di colui che, invece, ha scattato la foto che viene sorretta e mostrata ai giornalisti dal Sig.McCurry: lo scatto di un vostro paesano, fotografo a Km zero, di nome Alessandro Guideri.

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