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Venerdì, 12 Agosto 2022
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Mascherine Ffp2, dove servono ancora e dove no. Il nuovo protocollo in vigore fino al 31 ottobre

Accordo firmato dal ministero e dalle parti sociali. Ecco come comportarsi al lavoro, dentro i locali e gli hotel, sui mezzi pubblici e in spiaggia

Le mascherine Ffp2 restano una barriera efficace contro il covid. E dunque l'utilizzo è consigliato anche adesso, in estate. Anche dopo le tre dosi di vaccino. Anche senza green pass. L'accordo firmato ieri al ministero del lavoro ribadisce l'importanza dei dispositivi di protezione, scomodi (specie ora che fa caldo) ma estremamente utili. "Grande senso di responsabilità è stato dimostrato da tutte le parti sociali che, in un momento di ripresa dei contagi, hanno saputo fissare alcune regole-chiave che avranno un ruolo importante nel contribuire al contenimento del virus" scrive il ministero.

Il protocollo resterà in vigore fino al 31 ottobre e stabilisce che "il datore di lavoro assicura la disponibilità di Ffp2 e impone ai lavoratori l’utilizzo nei contesti a maggior rischio e, comunque, in tutti gli ambienti di lavoro e in tutte le aree aziendali, senza alcuna esclusione, dove non sia garantito il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro quale misura organizzativa di prevenzione dei contagi e quale obbligo che incombe per tutte le persone che, a qualsiasi titolo, si trovano in tali ambienti o in tali aree (ad es. fornitori, appaltatori, utenti, clienti…..)".

Come riporta Today, con il nuoco accordo si concretizza una semplificazione importante del quadro di regole ma, ammonisce il ministero, "non è un liberi tutti, considerata l’impennata dei contagi di questi giorni". Di fatto l'obbligo generalizzato di Ffp2 nei luoghi di lavoro scompare e si rimanda la decisione al medico aziendale, che però spesso non esiste, dunque ogni realtà farà come meglio ritiene. Non si parla più di obbligo generalizzato, solo di lavoratori maggiormente a rischio e di imposizione al datore di dare mascherine ai suoi dipendenti.

Lavoratori fragili

Il datore di lavoro, su specifica indicazione del medico competente o del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sulla base delle specifiche mansioni e dei contesti lavorativi sopra richiamati, "individua particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali, che dovranno essere indossati, avendo particolare attenzione ai soggetti fragili".

Bar e ristoranti

I clienti di bar e ristoranti già da mesi non devono più indossare mascherine né al chiuso né all'aperto, mentre camerieri e barman in teoria devono continuare a indossare le mascherine giacché lavorano a stretto contatto con gli avventori. Spetterà ai medici aziendali competenti o ai servizi di prevenzione aziendali individuare i lavoratori più esposti a rischio di contagio che devono per forza indossarle. Ma queste figure non esistono in bar e ristoranti: dunque di fatto ogni esercente farà come meglio crede. In base all'ordinanza del ministero della Salute del primo aprile scorso, in vigore fino al 31 dicembre, resta comunque la regola del distanziamento di un metro tra un tavolo e l'altro al chiuso. Inoltre "non possono essere continuativamente presenti all'interno del locale più clienti di quanti non siano i posti a sedere". Regole che quasi ovunque restano soltanto sulla carta.

Ricordiamo che le mascherine non sono più obbligatorie in Italia nemmeno nella maggior parte dei luoghi al chiuso. L'obbligo, fino al 30 settembre, resta sui mezzi di trasporto pubblico (bus, tram, metropolitana e treni), e nelle strutture sanitarie comprese le Rsa. Dal 15 giugno non è più obbligatoria la mascherina in aereo, solo raccomandata.

Negozi e mercati

Commessi e proprietari dei negozi dovrebbero continuare a servire i loro clienti con Ffp2, così come barbieri e parrucchieri. Ma a decidere se servirà la mascherine o meno per lavorare è il medico aziendale o il responsabile della prevenzione nella stessa azienda (figura che spesso non esiste, dunque decide il titolare). In mercati e mercatini all'aperto la mascherina non serve, ma chi li gestisce deve impedire si creino assembramenti. In teoria anche se all'aperto la distanza di un metro va mantenuta.

Hotel, alberghi, b&b

Nelle strutture alberghiere la mascherina non la indossa chi vi soggiorna e da oggi nemmeno chi ci lavora senza stretto contatto con il pubblico, come gli addetti alle pulizie, i tecnici della manutenzione, chi lavora nelle cucine. Chi è alla reception dovrebbe indossarla se non c'è una barriera in vetro o plexiglas e a proteggerlo, così come chi serve al bar o al ristorante dell'hotel. Le stesse disposizioni valgono anche per agriturismi, B&B, ostelli e rifugi. 

Spiaggia

Al mare senza mascherina, non solo i turisti ma anche bagnini e chi lavora all'aperto. Invece il datore potrebbe chiedere (condizionale) di indossare le Ffp2 a baristi e camerieri che lavorando in bar e ristoranti al chiuso collocati nello stabilimento balneare. Ci sono alcune regole che i gestori degli stabilimenti dovranno continuare a rispettare per tutto il 2022 in base alla vecchia ordinanza di Speranza su frequente igienizzazione di spogliatoio, cabine, docce, servizi igienici. 

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