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Lo sfogo di un'insegnante precaria: "Perché devo fare un viaggio di tre ore senza la certezza della cattedra?"

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di una nostra lettrice, insegnante precaria, che aveva fatto richiesta per un un anno di supplenza all'istituto Fanfani Camaiti di Pieve Santo Stefano. Dopo essersi candidata, le è stato chiesto di...

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Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di una nostra lettrice, insegnante precaria, che aveva fatto richiesta per un un anno di supplenza all'istituto Fanfani Camaiti di Pieve Santo Stefano. Dopo essersi candidata, le è stato chiesto di presentarsi a scuola, senza però la certezza di avere il posto.

Non è la prima volta che accade, dice, e non è giusto che chi ha altro impiego o chi vive lontano non possa fare delega. Ma non è norma il fatto che dopo l'accettazione si possa avere la consueta conferma telefonica dell'eventuale supplenza e quindi aver diritto a 24-48 ore per potersi presentare? Non è giusto che una persona debba presentarsi lì a prescindere, rischiando non gli venga assegnata alcuna cattedra. Se poi mi arrivano tali email, mi passa del tutto la voglia. Ho un lavoro nel privato part time a 3 ore dalla scuola, non posso permettermi di assentarmi a vuoto, ma è mio diritto avere un lavoro nel privato, così come sapere se il posto spetta a me oppure no. E se avessi fatto domanda a Bolzano, dalla Toscana sarei dovuta andare lì, rischiando di non aver la cattedra dopo soldi spesi e tempo sprecato?

In breve, l'insegnante riassume:

La situazione è questa: quando ad una scuola occorre un docente, manda la stessa mail a tutti o a parte di quelli della graduatoria per una determinata materia. Dopodiché, il docente deve rispondere alla mail scrivendo se accetta o meno la supplenza. A tal punto, non è detto che se anche abbia accettato, la supplenza verrà assegnata a lui, ma la scuola, raccolte tutte le accettazioni, le dovrà mettere in ordine di punteggio. Così, dopo che viene effettuata tale "scaletta", la scuola telefona al docente dicendogli che la cattedra per quella supplenza è sua e che deve andare a prendere servizio, così il docente, si organizza e va. Tale scuola invece, pretende che si accetti via mail: poi si deve andare di persona, senza ricevere comunicazione telefonica della vera attribuzione della cattedra. Tra gli insegnanti che sono presenti, viene assegna la cattedra a chi ha il punteggio più alto. Ciò è anomalo, non lo fa alcuna scuola, in quanto le domande possono essere state inviate da qualsiasi parte d'Italia e quindi prima che il docente affronti un viaggio o un trasloco, o semplicemente prenda un giorno dal lavoro privato, deve avere la certezza che la cattedra sarà sua.
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