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Con il Liuto, nell’anno di Leonardo da Vinci

Al termine della  settimana dedicata al masterclass, cui hanno partecipato appassionati  di musica antica italiani, tedeschi, giapponesi, condotto per le musiche dalla liutista Richter e per il canto dal soprano Patrizia Vaccari, si è  svolto il concerto  finale

Dal piccolo castello medievale  di Monterone, “Castello  del Liuto” , è partito l’omaggio al genio  di Leonardo  da Vinci. Oggettivamente, per la  situazione, non poteva  che essere un omaggio  musicale. Ma Sestino ha in effetti motivi storici per inserirsi in questo vasto contesto  di celebrazioni, legate  al “genio  vinciano”, alla Toscana dei Medici. Basterebbe  ricordare il quadriennio 1516-1520, che  conclude una  serie  di eventi “internazionali”, con il passaggio di Sestino  alla Repubblica  di Firenze, per opera  di papa Leone X,  dopo  che  nel 1517, il Piviere  di Sestino era  stato il “borgo  della pace” tra le truppe papali e quelle dei Della Rovere.
L’omaggio di oggi è partito dall’artista Sigrun Richter e da Nico van der Vaals, che da  ben 17  anni organizzano a Monterone Masterclass internazionali  e concerti  di musica  antica, in un piccolo ma sofisticato museo  di liuterie.
Al termine della  settimana dedicata al masterclass, cui hanno partecipato appassionati  di musica antica italiani, tedeschi, giapponesi, condotto per le musiche dalla liutista Richter e per il canto dal soprano Patrizia Vaccari, si è  svolto il concerto  finale, cui hanno partecipato la  stessa Richter, la  soprano Pamela Lucciarini, Daniele Lequaglia, Karin Mesletzky, mentre  agli  strumenti  musicali  si  sono  esibiti Francesco Tribioli, Gerhard Weick, Karin Mesletzky, Ronald Woalog, Yasuhiro Nakashima.

“Leonardo  da Vinci – ha introdotto Sigrun Richter – non è  stato  solo pittore, architetto e tant’altro ma  anche un grande amante  della  musica e  del canto; suonava  la lira,  e ha  costruito e disegnato nuovi  strumenti  musicali, come  racconta il Vasari  e  si ricava dal Codice Atlantico. Il nostro è un  omaggio musicale, attraverso autori a lui contemporanei e di  successive epoche, che  dimostrano l’evoluzione  anche della cultura musicale e  delle  abitudini di  vita sociale  nel Rinascimento e nell’avvicinarsi  del barocco”. 


Il concerto ha proposto, pertanto, musiche  di Marchetto Cara, Francesco Spinacino, Joanambrosio Dalza contemporanei  di Leonardo, di John Dowland, Giulio Caccini, Claudio Monteverdi, tra  gli  altri, mentre nel masterclass  un protagonista è  stata Barbara Strozzi , operante  tra Venezia e Padova a metà  del Seicento,  che nel cognome  richiama una famiglia  fiorentina, che  ebbe  particolari rapporti  con Sestino, al tempo delle lotte per il dominio  di Firenze.

“Questo  borgo medievale -  ha  concluso l’artista  e organizzatrice- trasmette  ancora, anche  a  chi viene   da paesi lontani – il senso di un’epoca  rinascimentale, il gusto  della  storia  e della  cultura  che non tramonta. Per noi è  anche un legame  con la Firenze  dei Medici,  dei grandi talenti, per  cui  abbiamo  realizzato- per i programmi  che  svolgeremo nei prossimi mesi - opere” letterario-musicali”  che  si svolgono tra  Sestino,  con il  suo “Borgo  del Liuto”, e Firenze”.

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