Sabato, 12 Giugno 2021
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Chiusura filiale Banca Intesa: insorge la lista civica Castelfranco Piandisco'

"Il sindaco Cacioli, come al solito si sveglia quando al bar o sui social gli fanno presente cose già avvenute. Noi rassicuriamo i cittadini che saremo attenti a come si muoverà l’amministrazione"

La lista civica Castelfranco Piandisco’ insorge sulla chiusura della filiale di Banca Intesa e commenta l'operato del sindaco Cacioli e della sua amministrazione. 

"Di stupore in stupore. Il sindaco Enzo Cacioli e l’assessore Casini si meravigliano di cose che erano in programma da tempo in Banca Intesa, fino dall’acquisizione degli sportelli di Ubi banca e si muovono solo a 10 giorni dalla chiusura? Non ci sono parole per raccontare tutta l’incapacità di amministrare di questo sindaco.

Il sindaco Cacioli, come al solito si sveglia quando al bar o sui social gli fanno presente cose già avvenute. 

Allora invade i social con tutta la sua prosopopea e sembra ribadire concetti di umanità, democrazia, solidarietà per i più deboli, perfino invocando a difesa il periodo pandemico, ma in realtà si accorge di aver fallito un’altra occasione. Ridicole prese di posizione di un amministratore che non ha visione di cosa significhi amministrare, progettare, prevenire, precedere.

Ha convocato i vertici di banca Intesa? Vorremmo sapere dal sindaco: chi sono questi vertici? Hanno potere decisionale? Possono fermare la macchina infernale delle aggregazioni? 

Qualcosa ci ricorda le fusioni per il comune unico, una macchina infernale, fermata dai pochi attivisti del “comune piccino, comune vicino”. Purtroppo non per Castelfranco e Piandisco’.

Si potrebbe invocare il più piccolo è bello, nelle botti piccine sta il vino buono, altri modi di dire che ci farebbero capire come sia stato un errore fondere realtà che potevano vivere meglio da sole. Oggi è toccato a Piandiscò per la banca. Uno smacco non avere una banca è vero, ma soprattutto un disservizio per la cittadinanza. Ricordiamo la posta di Faella, dove si ricorre ad una raccolta firme perché non esiste autorevolezza in questo comune. L’ autorità avviene solo nel porre divieti, impedimenti, burocrazia. 

Sono i concetti di fusione, che per anni hanno contagiato anche la pubblica amministrazione, anch’essa però sorda agli appelli di chi si deve muovere per cercare uffici vuoti o servizi spostati per il territorio comunale.  Sono ormai 7 anni che i cittadini vagano in cerca di risposte per il territorio comunale.

Se ora ci si mette anche la banca, le condizioni di benessere…. peggiorano.

Al sindaco consigliamo quindi di fare meno dichiarazioni a giustificare l’assenza di azioni preventive e di dirci con quali figure ha parlato a 10 giorni dalla chiusura della filiale di Piandisco’ di Banca Intesa. E gli consigliamo anche di stare più attento alle attività economiche del territorio e di non scendere in campo scandalizzato solo a frittata fatta, come per la Pratigliolmi, la Beckaert ecc…

Noi rassicuriamo i cittadini che saremo attenti a come si muoverà l’amministrazione".

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