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“Una lira per tre vite”, una mattinata di storie di Resistenza e antifascismo

Domani alle 10 sarà presentato in Provincia il libro di Santino Gallorini e Enzo Gradassi. L’indagine storica ripercorre il massacro di Sante Tani, di don Giuseppe Tani e di Aroldo Rossi

Una mattinata di storie aretine sulla Resistenza e sull’antifascismo, tra paure, ombre, inganni e tradimenti. L’appuntamento è fissato per le 10 di mercoledì 20 aprile nella Sala dei Grandi del Palazzo della Provincia e, promosso dalle Acli di Arezzo e dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra di Arezzo, troverà il proprio cuore nella prima presentazione del libro “Una lira per tre vite” che racconta il massacro di Sante Tani, di don Giuseppe Tani e di Aroldo Rossi.

L’opera, pubblicata dalle case editrici Effigi e Fuorionda, è nata dalla collaborazione tra due dei maggiori ricercatori e conoscitori della storia locale: Santino Gallorini e Enzo Gradassi. Quest’ultimo è scomparso nel maggio del 2020 dopo pochi giorni dalla consegna del libro alla tipografia, dunque la pubblicazione è arrivata postuma.

«“Una lira per tre vite” è un lavoro a quattro mani - ricorda Gallorini. Da un colloquio con Gradassi nel 2015 emerse la comune intenzione di indagare e di fare chiarezza su uno dei casi più delicati e controversi del 1944: la cattura e l’assassinio dei fratelli Tani e di Rossi. Abbiamo svolto il lavoro in parallelo, con attente ricerche da documenti e archivi volte a fare luce su questa vicenda di sangue e a fornire una ricostruzione reale della Resistenza aretina che è stata caratterizzata da luci e ombre».

Questo libro ha impegnato Gallorini e Gradassi per quasi cinque anni dove, nonostante le diverse sensibilità e i diversi stili che contraddistinguono i due autori, ad emergere è stata una piena sintonia nel ripercorrere le vicende storiche culminate con i drammatici fatti del carcere aretino. Il vero e proprio lavoro entrò nel vivo nel 2017 con la possibilità di accedere agli atti e ai documenti necessari per comporre fatti e testimonianze degli ultimi giorni di tre figure di primo piano nella liberazione di Arezzo dal nazifascismo e nella rinascita democratica dell’Italia. L’indagine storica ha trovato il proprio cuore nella figura di Sante Tani (primo presidente del Comitato Provinciale di Concentrazione Antifascista e riferimento per le formazioni partigiane), nella sua cattura assieme al fratello e all’amico Rossi, e nel massacro nel carcere.

Acli Arezzo - Cella S. Tani, don G. Tani e A. Rossi (1)-2

I lunghi mesi di letture, trascrizioni, analisi e comparazioni da parte degli autori hanno permesso di fare emergere una realtà sfaccettata e complessa, a volte inimmaginabile ma, proprio per questo, fonte inesauribile di riflessioni che saranno proposte nella mattinata del 20 aprile che è stata volutamente organizzata alla vigilia della Festa di Liberazione del 25 aprile. La presentazione del libro, patrocinata da Comune di Arezzo e Provincia di Arezzo, sarà moderata dal professor Ivo Biagianti dell’Università di Siena e sarà aperta dai saluti istituzionali, poi Gallorini ripercorrerà i fatti storici raccolti in “Una lira per tre vite” con un particolare pensiero in ricordo di Gradassi.

«Il libro “Una lira per tre vite” - aggiunge Ulisse Domini, presidente dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra di Arezzo, - accompagna in un resoconto veritiero in cui sembra di vivere e vedere i fatti narrati. Io ho perso mio padre nell’eccidio di San Severo nel 1944 nel corso di una rappresaglia nazista in cui furono coinvolti tanti civili: la lettura di queste pagine ha fornito un resoconto di quella storia purtroppo familiare secondo come me l’ero sempre immaginata e aprirà anche una strada importante per raccontare queste vicende all’interno delle scuole».

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