Limitazioni per matrimoni e cerimonie. Le associazioni del settore: "In molti non riescono più ad andare avanti"

Serena Ranieri, presidente di Federmep, Federazione matrimoni ed eventi privati, interviene circa le indiscrezioni trapelate in queste ultime ore e riguardanti i contenuti del prossimo Dpcm

“Si intensificano le ricostruzioni secondo cui il governo si sta preparando ad un nuovo giro di vite su matrimoni, battesimi e feste private. Nessuno ha coinvolto i rappresentanti del settore che da mesi rispettano i rigidi protocolli e chiedono di avere un ristoro per le ingenti perdite subite. Il nostro settore conta 50mila tra imprese e partite iva e 300mila dipendenti tra impiegati stabili e stagionali ed è uno dei più colpiti dalla pandemia con migliaia di eventi rinviati a data da destinarsi. Eppure nessuna misura ad hoc è stata varata e tante aziende, dai catering ai wedding planner, dai fotografi ai musicisti, dai fioristi a chi confeziona abita da cerimonia, non riescono più a stare in piedi”.

Così Serena Ranieri, presidente di Federmep, Federazione matrimoni ed eventi privati, interviene circa le indiscrezioni trapelate in queste ultime ore e riguardanti i contenuti del prossimo Dpcm in approvazione proprio in queste ultime ore. “I pochi eventi confermati per questo autunno, l’ultima boccata d’ossigeno rimasta, rischiano adesso di essere cancellati o di subire forti limitazioni sul numero dei partecipanti con danni per tutti - prosegue la presidente Ranieri - per chi si deve sposare o deve battezzare un figlio, e magari ha già pagato lauti anticipi, e per le aziende che hanno già fatto fronte alle spese organizzative e non riceveranno il saldo, oltre a veder vanificati gli investimenti per le attrezzature sanificanti. Nel frattempo i mezzi del trasporto pubblico locale continuano ad essere affollati, fuori dalle scuole i capannelli di genitori e studenti sono la regola, i centri commerciali lavorano a pieno regime, e gli untori saremmo noi? Lanciamo l’ultimo appello al governo, alle istituzioni locali ed a tutta la politica: ascoltateci prima che sia troppo tardi”.

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