Youtopic Fest. I giovani di Rondine già al lavoro per trasformare in azioni il messaggio di Liliana Segre

Conclusa la due giorni di confronti, riflessioni e progetti per trasformare il conflitto in impatto

Per i giovani di Rondine è stato il primo giorno dopo il passaggio del testimone di Liliana Segre che ieri ha consegnato loro la sua memoria perché possa continuare a vivere. Si spengono i riflettori e inizia da subito il lavoro vero per trasformare quel messaggio di speranza in azioni concrete. Gli oltre 200 giovani che si sono formati a Rondine, oggi leader di pace che operano nei luoghi di conflitto di tutto il mondo e i 130 ex studenti del Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine, che stanno lavorando sulle conflittualità sociali di tutta Italia per due giorni si sono riuniti a Rondine fisicamente o virtualmente nella cornice di YouTopic Fest.  Il festival internazionale dedicato al tema del conflitto che, come ogni anno, vede la grande reunion dei giovani della Cittadella della Pace per creare occasioni per riflette sul conflitto a tutti i livelli, imparare ad abitarlo e trasformarlo in un’opportunità creativa e generativa. Incontri, dibattiti, testimonianze, workshop, mostre e percorsi artistici che vedono come protagonisti i leader – giovani e adulti – che ogni giorno trasformano il conflitto in una nuova opportunità, attraverso innovativi progetti in ambito politico, imprenditoriale, sociale e culturale, a partire dal messaggio di Liliana e proprio nel luogo a lei dedicato: l’Arena di Janine.
 
La quinta edizione di YouTopic Fest, trasmessa anche in streaming sui canali social dell’associazione, è realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MiBAC e MIUR.  
 
Ad aprire il Festival nel pomeriggio di ieri 9 ottobre, il panel “Nuovi leader per la Cittadella del Terzo Millennio” l’inaugurazione ufficiale dei percorsi formativi di Rondine. Un’ occasione per dare il benvenuto alla nuova generazione della Word House, i giovani provenienti da luoghi di conflitto che si formeranno a Rondine per i prossimi due anni. Tredici i giovani appena arrivati a Rondine di nazionalità maliana, colombiana, georgiana, azera, armena, russa, cecena, israeliana e osseta. Ad accoglierli a nome di tutta la World House Sharizan, studentessa azera di Rondine: “Sono innamorata della vita, ma mi sentirei morire se non riuscissi a cambiare in meglio la realtà che mi circonda. Amare il proprio paese è una scelta forte ma anche difficile e qui a Rondine non ci sono pozioni magiche ma tra queste mura, cari nuovi studenti, potrete trovare forza e coraggio per rovesciare il destino”.
 
Insieme a loro anche i partecipanti del progetto Opera Segno “Mediterraneo: frontiera di pace, educazione e riconciliazione”. Promosso dalla CEI – Conferenza Episcopale Italiana, che vede Caritas Italiana capofila in collaborazione con Rondine Cittadella della Pace, il progetto è rivolto a 12 giovani provenienti da 4 diverse aree del Mediterraneo (Balcani, Penisola Turca, Medio-Oriente, Nord Africa), caratterizzate da situazioni di conflitto, tensioni politiche e ritardo socio-economico. “Nell’ambito del congresso di Bari a febbraio 2020 - ha dichiarato Francesco Soddu, Direttore di Caritas italiana - è stata proposta Rondine Cittadella della Pace come soggetto attuatore del progetto Opera Segno. La nomina è stata approvata all’unanimità proprio per la grande fiducia che la CEI ripone in questa realtà. È un progetto fondamentale che ha l’ambizione di confluire nei percorsi CEI e delle Chiese locali e che diventerà sostenibile e generativo negli anni successivi”. I partecipanti seguiranno un percorso formativo di un anno nella Cittadella della Pace centrato sul Metodo Rondine e sulla leadership, che intende fornire gli strumenti metodologici e operativi per intervenire in contesti di provenienza per gestire i cambiamenti socio-culturali in atto, avviare interventi di cooperazione, progettare iniziative di peacebuilding e di impresa sociale. Il percorso sarà affiancato dal progetto di ricerca-azione condotto dall’équipe del Centro d’Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sui cambiamenti prodotti dal percorso formativo e sull’effettivo impatto generato nei territori al rientro dei ragazzi nei Paesi di origine. “Noi siamo molto orgogliosi di condurre questa ricerca. – ha affermato la professoressa e ricercatrice Raffaella Iafrate –  Siamo stati chiamati a validare il progetto ma validare non significa giudicare, piuttosto dare valore e seguire il percorso assieme agli studenti”. Tra i tanti interventi anche Luca Verzichelli, Direttore del Master in Conflict Management and Humanitarian Action dell’Università degli Studi di Siena, Luigi Salvadori, Presidente Fondazione CR Firenze e Anna Fasano, Presidente Banca Etica.
 
Oggi inoltre nel panel “Dal conflitto all’impatto” i giovani professionisti del cambiamento sociale che si sono formati nella Cittadelle della Pace hanno presentato i risultati dei progetti di impatto sociale che stanno realizzando in tutta Italia e nel mondo come applicazione del Metodo Rondine in situazioni di conflitto e post-conflitto.
“Questi giovani – ha detto Gala Ivkovic ex studentessa di Rondine e project manager di Itaca aprendo i lavori - hanno accolto in pieno l'importanza dello sviluppo sia individuale che collettivo e hanno pensato insieme, creato, e realizzato i loro progetti di impatto sociale: i veri e propri frutti di ciò che fa Rondine, trasformare conflitti e generare impatto. Solo in questo modo oggi si può creare il futuro”.
 
Gli alumni del Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine selezionati all’interno del Progetto Itaca, promosso da Rondine e sostenuto dalla Fondazione Vodafone Italia, nonostante le tante difficoltà di questo periodo causate dall’emergenza Covid sono riusciti ad avviare i sette progetti di impatto sociale in tutto il territorio italiano.  Dopo un intero anno di lavoro - che ha permesso a questi giovani di formarsi come change makers e rafforzare il newtowork per essere in grado di intercettare e intervenire nei conflitti dei territori italiani - oggi arrivano i risultati concreti.
 
Grazie a L’angolo di Apollo, nel pistoiese è nato uno spazio fisico e virtuale d’incontro e formazione per i giovani. Poesie Erranti, grazie all’arte e alla poesia ha dato voce sui social ai giovani e alle loro storie di migrazione. RisExperience ha condotto nei monti trentini giovani di tutta Italia per un’esperienza di crescita personale centrata sul rapporto tra uomo e natura. Polieticus, un campus residenziale per giovani su temi socio-politici, conflitto e integrazione. Ad Alghero con il progetto Artica, arte, innovazione e cittadinanza attiva si fondono per dare vita ad un’associazione di promozione sociale per incoraggiare la cittadinanza attiva dei giovani. Infine E.i Program e Italian Cracks, i due progetti di formazione basati sull’applicazione del Metodo Rondine, metodo unico di trasformazione creativa del conflitto.
 
Tanti anche i progetti condivisi dai giovani internazionali riuniti nel network Rondine International Peace Lab mirati alla riduzione dei conflitti armati nel mondo. Tra questi il nuovo progetto di sensibilizzazione che coinvolge tutti gli studenti maliani di Rondine che mira ad aumentare la consapevolezza della popolazione del Mali, e soprattutto nella regione di Bamako, riguardo ai rischi e alla protezione legati alla situazione COVID-19 oltre che ridurre le tensioni nella società così colpita dal conflitto, promuovendo il dialogo. Il progetto finanziato da UNOY (United Network of Young Peacebuilders) intende raggiungere circa 10.000 persone.
 
“Il futuro della leadership. La leadership del futuro”. Questo il panel che ha chiuso YouTopic Fest 2020 dedicato al tema della leadership. Una riflessione per ripensare la leadership di oggi e immaginare quella di domani, tra vecchi paradigmi e nuove urgenze. Temi centrale del lavoro formativo di Rondine affidato a voci diverse, nel tentativo di far dialogare testimonianza e riflessione. Mauro Berruto, Ex allenatore Nazionale Italiana di Volley e storyteller ha portato la visione di chi sa cosa sia il lavoro di squadra: “Quello che ho imparato grazie allo sport è la bellezza di saper fare bene una cosa prendendosene la piena responsabilità. Agire quando intorno a te tutte le condizioni annunciano il tuo fallimento è sinonimo di coraggio, questa è la caratteristica del leader del futuro e del presente. Questo è il mio augurio per il vostro rientro nel mondo: che siate perseguitati da occhi che brillano intorno a voi”.
 
A seguire il panel che ha ospitato tre voci, volutamente femminili, che hanno portato la visione di chi sa cosa sia la responsabilità di guida e di governo: tra loro Maria Chiara Carrozza, Direttore scientifico della Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS ed ex Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che ha affermato: “A volte occorre non essere un leader, ma lasciarsi guidare perché la rotazione dei ruoli ci aiuta a superare le difficoltà. In questo senso è corretto parlare di leadership come responsabilità e condivisione”.
“Il contesto influenza la leadership, servono quindi caratteristiche diverse a seconda dei diversi contesti. Questo è positivo perché vuol dire che ognuno di noi può avere le caratteristiche necessarie da mettere in campo in un contesto specifico per essere al meglio se stessi”. Questo il commento di Tiziana Ciampolini, CEO S-nodi e rappresentante italiana nella Task Forze Social Innovation and Social Economy di Caritas Europa. Infine Ornella Chinotti, Managing Director di SHL Italia e Francia che ha ricordato ai giovani come ci sia “bisogno di una leadership capace di cucire gli strappi e le disconnessioni e questo è un lavoro sottile, non visibile. Farete tante cose che non servono a niente e il cambiamento avverrà quando voi ve ne andrete ma là dentro ci sarà la ricetta per la trasformazione radicale”.
 
YouTopic Fest ha visto anche lo sviluppo di un progetto artistico affidato a Laura Fatini, drammaturga, pedagoga teatrale, regista.  Un percorso interattivo, digitale e dal vivo, che getta uno sguardo sulle tematiche proprie di Rondine attraverso i differenti linguaggi dell’arte: poesia, musica, fotografia, arti visive, narrazioni su video. Il Borgo raccontato da chi lo abita, lo vive, lo osserva; e anche da chi da qui è partito per nuovi progetti, affondando le sue radici in questa realtà fatta di incontro, ascolto e proposta. Una mappa che associa parole, immagini e suoni per offrire una nuova prospettiva sul presente e sul futuro di Rondine. Il percorso è stato contornato da due momenti artistici che ha visto protagonisti i giovani di Rondine attraverso performance e una mostra digitale. Il progetto include la residenza artistica di Luca Mauceri, attore, musicista e compositore che prenderà qui una linfa preziosa per la creazione di una nuova opera, che farà delle tematiche proprie di Rondine tanti semi pronti a germogliare lontano.

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