L'ultimo incontro di Segre con gli studenti: ad Arezzo ospite di Rondine. Attesi oltre 15mila giovani

Stretto riserbo sull'organizzazione dell'evento: segreta la data.

L'appuntamento è per aprile. La data precisa nella quale Liliana Segre per l'ultima volta incontrerà gli studenti, però, non si conosce ancora. Così come sono celati molti dettagli dell'evento. L'unica cosa che trapela è che sarà una giornata davvero speciale, durante la quale arriveranno ad Arezzo oltre 15mila giovani. E molto probabilmente ci sarà un ospite speciale. Ad organizzare questo evento è Rondine Cittadella della Pace. Sono queste le prime indiscrezioni trapelate dopo l'annuncio di ieri della stessa Segre e del figlio.

Perché proprio Arezzo e perché proprio Rondine? Il legame tra Segre e Franco Vaccari, il fondatore della Cittadella della Pace, è di lunga data e molto stretto. Ma non sarebbe questo l'unico motivo. Rondine è "un’organizzazione che si impegna per la riduzione dei conflitti armati nel mondo e la diffusione della propria metodologia per la trasformazione creativa del conflitto in ogni contesto", come si legge nel sito internet, e potrebbe dunque essere la depositaria della memoria, così importante, della senatrice sopravvissuta alla Shoah. 

La giornata aretina si preannuncia particolarmente intensa. Le migliaia di giovani dovrebbero esseeere accolti nello stadio comunale, che per l'occasione dovrà subire alcuni adeguamenti. 

Imponenti dovrebbero essere le misure di sicurezza: anche perché potrebbe esserci un ospite speciale. Stando ad alcune indiscrezioni il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella avrebbe ricevuto un invito a partecipare. Intanto proprio oggi Mattarella ha parlato della senatrice incontrando a Gerusalemme il Capo dello Stato di Israele di Reuven Rivlin.

"La testimonianza che Liliana Segre ha reso in questi ultimi decenni sulla Shoah è stata per l'Italia un patrimonio prezioso".

E poi ha spiegato il perché della nomina a senatrice a vita. Una scelta avvenuta nel gennaio del 2018, quando ricorrevano "gli 80 anni delle leggi razziali con cui il fascismo ha perseguitato gli Ebrei". Mattarella ha quindi ricordato la storia di Liliana Segre, "deportata ad Auschwitz a dodici anni, dove sono stati uccisi il padre, i nonni e altri familiari".

La storia di Liliana Segre

Era il 30 gennaio 1944 quando Liliana Segre venne deportata. Partì dal binario 21 della stazione di Milano Centrale, diretta al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Un viaggio verso l'inferno, lungo sette giorni. Arrivata a destinazione fu subito separata dal padre, che non rivide mai più. Le fu tatuato il numero di matricola 75190 e per circa un anno fu ai lavori forzati presso la fabbrica di munizioni. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l'evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania.

Il primo maggio del 1945 fu liberata: era una de 25 sopravvissuti dei 776 bambini di età inferiore ai 14 anni deportati ad Auschwitz.

Della sua storia decise di parlare sono molti anni dopo, quando divenne nonna. Raccontare, ripercorrere quei momenti terribili della Shoah, che la società del dopoguerra voleva dimenticare, non era stato possibile. Ma molti anni dopo ci riuscì e da allora ha portato la sua testimonianza in ogni angolo d'Italia. 
Il 9 gennaio 2018 è stata nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella "per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale".

La testimonianza

Da quando è divenuta nonna, all'età di 45 anni, Segre ha iniziato a raccontare la sua storia. Una testimonianza forte, intensa, raccontata ai giovani delle scuole con parole semplici e dirette. Gli incontri con gli studenti, nella sua vita, sono stati centinaia. E l'ultimo, tra poche settimane, si terrà ad Arezzo.

"Dopo 30 anni di continui appuntamenti è provata - ha spiegato il figlio Luciano Belli Paci all'agenzia Ansa - , ma questo non vuol dire che non continuerà a testimoniare la sua esperienza" e poi parlando dell'appuntamento aretino ha specificato: "Si parla di un numero pazzesco di giovani (forse 16mila) che ascolteranno per l’ultima volta la testimonianza di mia mamma".

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