Nasce ad Arezzo il nuovo liceo classico Petrarca con indirizzo archeologico

Il progetto non si limita alla programmazione di esperienze di stage episodiche, ma è strutturato nell’intero curriculo, prevedendo l’inserimento di un’ora di “Archeologia e Storia dell’Arte” sino dal biennio, tre ore nel triennio e una diversa declinazione delle Materie in chiave interdisciplinare. Il percorso tende a coniugare tradizione e innovazione

Il percorso tradizionale del Liceo Classico, che vede come discipline fondanti quelle di area umanistica, è arricchito oggi da una nuova proposta formativa, che si inserisce in un territorio, come quello aretino, caratterizzato da un ingente patrimonio storico e archeologico. Una dovizia di testimonianze artistiche e documentarie, che di fatto costituiscono l’anfiteatro naturale per un percorso didattico mirato alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio artistico. 

Il progetto non si limita alla programmazione di esperienze di stage episodiche, ma è strutturato nell’intero curriculo, prevedendo l’inserimento di un’ora di “Archeologia e Storia dell’Arte” sino dal biennio, tre ore nel triennio e una diversa declinazione delle Materie in chiave interdisciplinare. Il percorso tende a coniugare tradizione e innovazione, trovando il fondamento nello studio delle lingue classiche e delle fonti storiche, ma ampliandosi nell’esplorazione delle aree archeologiche, delle realtà museali, dei laboratori attivi nel settore della diagnostica, dell’informatica e della tecnologia, con uno sguardo al mondo dell’associazionismo impegnato da decenni nella promozione del territorio.

"La scuola, consapevole della necessità di aprirsi al contesto territoriale - si legge in una nota del liceo -, in un’ottica di continuo interscambio, ha creato una rete con le istituzioni e le realtà emergenti che operano nel settore in Arezzo e Provincia. Il progetto prevede infatti la collaborazione e il contributo culturale di prestigiose istituzioni: la Soprintendenza ABAP di Siena Grosseto e Arezzo, il Museo Archeologico Nazionale “Gaio Clio Mecenate”, il MAEC e l’Accademia Etrusca di Cortona, l’Associazione Castelsecco di Arezzo, il Museo Archeologico del Casentino Piero Albertoni, il G.A.C. e il Centro Studi sul Quaternario di Sansepolcro". 

Per quanto riguarda la declinazione delle tematiche che riguardano l’Archeologia, il programma prevede in sintesi il seguente sviluppo:
I° anno – L’Archeologia come Disciplina: storia, metodi, strumenti e aspetti normativi. Quando nasce l’archeologia classica? La differenza fra Antiquaria e Archeologia classica. Definizione di Archeologia classica. Definizione di scavo stratigrafico. Tecniche di  scavo. I materiali e gli strumenti. Il diario di bordo Le aree archeologiche del Medio Oriente tra storia e attualità.
Le civiltà dell’Egeo: Creta e Micene. Schliemann e l’Iliade. La scoperta di Troia e Micene. La differenza tra mondo Cretese e Miceneo.
 Archeologia e Storia dell’Arte Greca. Lo studio delle fonti per l’arte classica Erodoto: brani antologici dei primi libri di Le Storie. Pausania: Viaggio in Grecia.

II° Anno – Le prime civiltà italiche. Arte etrusca e romana. Lo studio delle fonti per l’arte romana: Plinio il Vecchio, Storia Naturale; Vitruvio, De Architectura; Le Metamorfosi di Ovidio.I Romani e l’arte attraverso le fonti di Cicerone, Seneca, Prudenzio e Sant’Agostino.
Approfondimento: testimonianze etrusco-romane nel territorio aretino.

III° Anno – Archeologia Medievale
                    Il culto dell’Antico nel Rinascimento.
Approfondimento: Arte medievale nel territorio aretino

IV° Anno – Le scoperte archeologiche nel XVIII e XIX secolo tra divulgazione e collezionismo. L'archeologia classica dopo Winckelmann: scavi e nuove scoperte
 L’Archeologia come Disciplina.

V° Anno – Archeologia industriale: problemi di conservazione e recupero. Archeologia industriale nel territorio aretino: Il Lanificio Ricci a Stia; l’ex cementificio Sacci-Corsalone di Arezzo; la Torre del Tannino a Bibbiena; Cappellifici e Pelifici di Montevarchi; la Miniera di Santa Barbara e MINE Museo delle Miniere e del Territorio a Cavriglia; la Buitoni di Sansepolcro; Il silo di Pescaiola ad Arezzo; la Fonderia Bastanzetti trasformata in Casa dell'Energia ad Arezzo;il Museo Burri e il recupero dell’ex essiccatoio tabacchi a Città di Castello

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