Venerdì, 18 Giugno 2021
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"Lettera d'amore nascosta in una lanterna", studente trova biglietto in un cimelio. Un mistero lungo 70 anni

Lorenzo Campus, lo stesso giovane che ha ritrovato e restituito lo zaino di un soldato canadese della seconda guerra mondiale, ha trovato il cimelio. La sopresa della nuova scoperta e il viaggio nella tempo della lettera

Una lettera d'amore nascosta dentro ad una vecchia lanterna. Un biglietto, con vergate poche ma intense frasi di speranza, che probabilmente sarebbe rimasto nascosto per sempre tra le pieghe della storia se un giovane e curioso collezionista non avesse colto una piccola anomalia nell'oggetto che aveva tra le mani. Scuotendolo infatti ha capito che il rumore non era quello di una batteria.

"Ho pensato così di aprire la lanterna - racconta lui - e ho scoperto questo commovente biglietto".

Il protagonista di questa storia è Lorenzo Campus, lo stesso giovane che nei giorni scorsi è balzato agli onori delle cronache per aver riconsegnato lo zaino di un soldato canadese, risalete alla seconda guerra mondiale, alla figlia che vive in Quebec. 

E' proprio la sua grande passione per la storia che lo ha portato a collezionare cimeli degli anni del secondo conflitto mondiale. 

"A questa lampada inglese sono particolarmente legato - spiega - Per me è stata un'emozione grande scoprirne il contenuto. Di fronte a quella lettera ho pensato subito alla mia ragazza, Annamichela, alla qualede dico questo ritrovamento. Lei per me, nei momenti difficili, è ed è stata una luce di speranza".

La lanterna proviene dalla cantina di un signore di Subbiano. L'uomo doveva liberare il locale e avendo vari cimeli chiamò Lorenzo per chiedergli se era interessato a comprarne qualcuno. "Quella lanterna è stata però un regalo - dice oggi Lorenzo - mi disse che se la volevo potevo prenderla. E così feci. Poi a casa mi sono reso conto del suo contenuto".

Capendo che c'era qualcosa di strano, Lorenzo l'ha aperta e ha trovato il biglietto rimasto celato da oltre 70 anni.

"Il foglio di carta si è letteralmente sbriciolato, ma con tanta pazienza sono riuscito bene o male a ricomporlo. Riporta le parole di un ragazzo alla sua amata, nelle quali la lampada è considerata un simbolo di luce, non è chiaro, e non so se la lampada arrivò mai al destinatario. L'unica informazione certa è che fu ritrovata lungo le sponde del Fiume Arno a guerra finita".

Leggere quel che restava di quelle parole provocò un'emozione travolgente:

"La lampada è rotta, ma anche così spero che tu l'accetti lo stesso, attento che è delicata... e poi ricorda, la vita non è mai semplice.... fossi luce. Ciao, mi manchi. V.Maria"

Alcune parole non ci sono più, ma il senso sembra chiaro: "La ragazza - dice Lorenzo - voleva dire al destinatario che la speranza non doveva spengersi, doveva restare accesa e illumare come quella lanterna".

Ma a chi apparteneva quella lanterna e dove fu trovata? Qui inizia un vero e proprio viaggio nel tempo. La lanterna inglese infatti è stata ritrovata lungo l'Arno, in un tratto che costeggia la Statale 71.

"Lì passava la vecchia tradotta dove, dopo l'8 settembre, i soldati furono portati nei campi di internamento del nord. Forse la lanterna fu gettata dal treno. Penso che il destinatario di questo regalo - spiega Lorenzo - fosse stato un soldato del sud Italia. Il cognome Maria era molto diffuso all'epoca, come oggi il cognome Esposito.  Inoltre la calligrafia è dura e spigolosa. Sembra maschile. Forse non aveva scritto lui ma un ufficiale. Questo non potremo mai saperlo". 

Rintracciare l'autore della lettera d'amore è quasi impossibile. Forse era semplicemente un soldato innamorato e imprigionato, che nei momenti più difficili si consolava pensando ai propri affetti. L'unico indizio resta quanto scritto in calce alla lettera: V.Maria.  Una firma. Chissà se mai qualcuno la riconoscerà.

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