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Attualità Saione / Via Fabio Filzi

"Doveva garantire sicurezza, ora è causa di insicurezza e degrado". Il grido di un cittadino di via Filzi

Luogo abbandonato dopo la rottura del contratto del Comune con il raggruppamento temporaneo d'impresa che stava realizzando la nuova caserma dei vigili urbani

Da una parte le luci della Città del Natale, dall'altra il cantiere abbandonato di quella che doveva essere la nuova caserma della polizia municipale di Arezzo in via Filzi. Il grido di dolore arriva dai cittadini che lì vicino ci abitano e vedono dalle loro finestre i lavori avviati e mai finiti e lo stato in cui si trova adesso l'immobile così come gli spazi all'aperto. Non c'è più una ditta che se ne occupa dopo che la giunta comunale ha interrotto il contratto di leasing in costruendo. In sostanza l'immobile dovrebbe essere rimasto in capo alla banca che faceva parte del raggruppamento temporaneo d'imprese per il suo adeguamento da ex asilo a comando dei vigili.

"Come cittadino non posso esimermi da tenere viva l’attenzione della città su alcuni dei problemi che negli ultimi anni la stanno rendendo sempre meno vivibile" scrive in una lunga lettera Roberto Monci. "Proprio adesso che alcuni eventi popolari, ma senza discussione indovinati, l’hanno resa luogo di attrazione turistica come mai nella sua millenaria storia. Sto parlando della mancanza di progettualità, del degrado urbano e di rare opere pubbliche che partono e non si completano. Proprio su una di queste vorrei richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica: la Caserma dei Vigili Urbani di Via Fabio Filzi." 

"Doveva garantire sicurezza, ora è causa di insicurezza e degrado"

"La storia la conoscono tutti. Questo era un asilo nido e scuola materna, che hanno aiutato molti dei cittadini di Saione (e non solo) a far crescere i propri figli. Dopo tanti anni la struttura aveva bisogno di lavori di ammodernamento. Si decise di non farli ma di costruire un nuovo asilo nido e scuola dell’infanzia presso la Chiesa di Saione. Da quel momento, l’ex asilo S. Antonio è diventato luogo di spaccio di droga, prostituzione e di occupazione abusiva. Poi, all’improvviso, la struttura che non poteva essere più utilizzata per una scuola di infanzia, diventa adattissima per una Caserma dei Vigili Urbani. Per assurdo, la caserma che era stata pensata per risolvere il problema della sicurezza a Saione è diventata essa stessa causa di insicurezza e degrado."

Oggi l’ex asilo S. Antonio, è diventato un luogo abbandonato, ferito ulteriormente da gettate di cemento e ferri di fondazione per opere avviate e mai completate, con un’emersione di acque di falda che ne fanno una sorta di laghetto (o buca delle nane, come si dice da queste parti), che sembra abbia anche fatto perdere tanti soldi ai concittadini fornitori dei materiali di costruzione. Quello che preoccupa di più è che non esistono al momento delle soluzioni e che questa condizione rischia di rimanere inalterata per anni, con la possibilità che la struttura abbandonata diventi di nuovo un luogo buono per traffici criminali."

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Le domande del cittadino

"Come cittadino pongo delle domande a cui spero qualcuno possa rispondere: ha una logica concedere l’autorizzazione allo spostamento della scuola per l’infanzia senza avere un piano di come ri-utilizzare l’area? Di chi è la proprietà dell’area e quali azioni si intendono fare per evitare che l’area abbandonata diventi nuovamente un problema per la comunità di Saione? Qualcuno sente l’esigenza di spiegare ai cittadini gli errori che sono stati fatti e proporre delle soluzioni?

Fra poco si accenderanno le luci della Città del Natale. Sarò il primo ad essere contento di quante persone arriveranno ad Arezzo e contribuiranno a rendere la città sempre più conosciuta, oltre che ad impinguare la casse del nostro Comune. Denaro utile per lavorare sul degrado di strade, marciapiedi, verde pubblico e allestimenti urbani oggi privi di una minima manutenzione.  Ai concittadini dico di non farsi però abbagliare dalle luci del “lunapark” ma di vedere bene quello che rimane quando queste si spengeranno. Noi che abitiamo a Saione siamo i primi a vivere di persona il degrado ma, se questo è il modus operandi, temo che potrebbero essere anche altri quartieri a vivere le stesse problematiche."

Roberto Monci

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