Le piste dissestate del Tortaia

Un quartiere bello, che nell’ ultimo periodo ha fatto passi da gigante nella vivibilità, anche grazie a un centro polivalente che è un fiore all’occhiello per l’intera città. Parco rigoglioso, bello, in cui il verde diventa uno dei polmoni per la...

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Un quartiere bello, che nell’ ultimo periodo ha fatto passi da gigante nella vivibilità, anche grazie a un centro polivalente che è un fiore all’occhiello per l’intera città. Parco rigoglioso, bello, in cui il verde diventa uno dei polmoni per la comunità aretina eppure le sue piste sono un percorso accidentato, pieno di buche, spaccature, radici che dissestano il percorso articolato che un tempo battezzammo come le pista della salute.

Oggi le piste del Tortaia sono in una condizione miseranda, senza manutenzione, prive di quella sicurezza che un percorso della salute richiederebbe. Arezzo deve scuotersi dal torpore di questi anni, deve avere un sogno, un traguardo, un risorgimento aretino, che DEMOS ha indicato nella candidatura della città di Giorgio Vasari a Capitale italiana della Cultura nei prossimi anni. Quello che sollecitiamo è un fiorire d’iniziative ambientali, sociali, musicali, culturali, che lancino l’idea di Arezzo Capitale.

Per tutto questo DEMOS si propone come difensore municipale, attento alle proposte, promotore delle stesse e non secondaria è l’attenzione all’ambiente e all’arredo urbano. Arezzo Capitale ha urgente bisogno di un progetto di arredo e cura dell’ambiente che non si può fermare alle aiuole colorate dai fiori, iniziativa lodevole, ma deve ribaltare la sonnolenza che sembra aver ammantato la città. Arezzo ferma deve essere messa in movimento a partire dall’abbellimento delle sue entrate periferiche ridotte oggi ad accessi anonimi prive di attrazione turistica: perché non illustrare ogni luogo d’entrata con riferimenti ai singoli Grandi di Arezzo? Le piste del Tortaia ben curate, restaurate, sistemate a misura di sicurezza urbana possono far parte di un magnifico sentiero dei Parchi cittadini che unisce periferie e centro, quartieri e comunità, inserendosi in quella rete di mobilità lenta, la ciclopolitana di Arezzo, che è una delle proposte di DEMOS per Arezzo Capitale.

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Arezzo ha bisogno di una rivoluzione ambientale, culturale, sociale. La città ha oggi l’esigenza di una rivoluzione civile, gentile, non una comunità governata per annunci; la politica posticcia fa arretrare Arezzo, la travolge in una deriva insignificante, senza nuova civiltà. Abbiamo bisogno, come aretini di pensieri lunghi, di affrontare la decadenza con idee e tempi nuovi. La nostra funzione di difensore municipale ci chiama a sollecitare una insorgenza culturale corredata da prospettiva e innovazione. Partendo dalle nostre radici, dalle esperienze positive del passato, intuire l’approccio futuro per la città di tutti ad iniziare dalla cura del territorio è segno di attenzione alla prossimità. Stiamo riflettendo sul distacco dei cittadini dalle istituzioni e ci domandiamo se un programma futuro non debba contemplare una forma di organizzazione dal basso come i Consigli di Quartiere ad elezione diretta. Le piste del Tortaia messe in sicurezza rispondono anche all’esigenza di una cura ambientale che è anche rispetto e regola per una convivenza civile che è luogo della felicità di una comunità. Il difensore municipale per la manutenzione delle piste del Tortaia, parte della ciclopolitana di Arezzo capitale della Cultura italiana.

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